La polizia carica e il treno nucleare arriva a destinazione

E’ arrivato con due giorni di ritardo il treno partito il 5 novembre scorso da la Hague, in Francia, e diretto al sito di stoccaggio nucleare di Gorleben, in Germania. Carichi di rifiuti nucleari ad alta radioattività, gli 11 vagoni del convoglio sono stati bloccati lungo il tragitto dagli attivisti anti-nucleare, che hanno organizzato una serie di mobilitazioni, per evitare che le scorie finiscano nel sito di Gorleben, un’ex miniera di sale giudicata pericolosa per il rischio di infiltrazioni d’acqua. La mobilitazione della rete francese Sortir du Nucleaire e dei movimenti tedeschi ha dovuto però fare i conti con la dura risposta delle forze dell’ordine. Il 7 novembre a Dahlenburg in Germania un centinaio di attivisti che avevano occupato i binari sono stati caricati dalla polizia che ha usato spry urticanti e lacrimogeni per disperederli. Membri di Greenpeace sono comunque riusciti ad avvicinarsi al convoglio e a misurarne la radioattività. “Anche a 14 metri di distanza” si legge nel comunicato diffuso dall’organizzazione l”a radioattività era 480 volte più alta del normale”. La vicenda del treno infernale, nome dato al convoglio franco-tedesco, è particolarmente significativa. Il trasporto di scorie da un paese all’altro del continente, commenta Sortir, evidenzia come ad oggi non sia stata trovata nessuna soluzione al problema dei rifiuti prodotti dalle centrali nucleari, la cui radioattività è destinata a durare centinaia di migliaia di anni. Attualmente non esiste al mondo nessun deposito in grado di ospitare in modo definitivo le scorie, ma l’industria nucleare tende a minimizzare il problema.
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