Iraq: governo d’ unità all’ orizzonte

Ad oltre 8 mesi dal 7 marzo, data delle elezioni politiche in Iraq, il parlamento di Baghdad non si è ancora riunito nè tantomento ha espresso un governo. Mentre l’attuale premier Nuri el Maliki, leader dell’ Alleanza Nazionale per l’Iraq uscita sconfitta dalle urne, e il suo predecessore Iyad Allawi del blocco sunnita Iraqiya cercavano di mettere insieme una maggioranza e si contendevano il posto di primo ministro del prossimo governo, l’ Iraq ha sofferto di un vuoto di potere acuito anche dal ritiro delle truppe combattenti statunitensi dal paese. Negli ultmi 8 mesi l’immobilismo delle istituzioni ha favorito il riaccendersi di conflitti che sembravano sopiti, sono aumentati gli attentati tra differenti componenti etnico religiose e gli attacchi contro i cristiani, la scorsa settimana è stata la più sanguinosa da anni. I problemi alle forniture di acqua ed elettricità per le case degli iraqeni, della disoccupazione e della ricostruzione sono rimasti in secondo piano mentre la libertà di stampa subiva una evidente contrazione e sono emersi nuovi scandali riguardo alle torure nelle carceri. Sembra però che in questi giorni si inizi a vedere la luce in fondo al tunnel dello stallo politico: sono stati programamti due incontri ad Arbil tra le principlai forze politiche iraqene e l’idea di un governo di unità nazionale si fà sempre più concreta.  “Come sapete siamo entrati nel nono mese di travaglio nel tentativo di formare un governo. L’ultima novità è stato l’incontro di dialogo nazioonale che si è tenuto ieri 8 novembre ad Arbil, nel nord. Il presidente della regione curdo-iraqena Massoud Barzani generalmente non partecipa a trattative senza che abbia la certezza che ci saranno risultati concreti, quindi la sua presenza fà pensare che siamo in un momento decisivo.” ci ha detto il giornalista e scrittore iraqeno Hussein Mohammed Ajeel “La questione è intricata e questo primo incontro non può aver risolto tutto, si è trattato di un primo passo, le parti hanno rotto il ghiaccio, tuttavia trovare le soluzioni non sarà facile. Del resto gli stessi dirigenti del blocco sunnita Iraqiya hanno chiarito che servirà del tempo per riordinare le idee e raggiungere un minimo comun denominatore tra le parti. Oggi 9 novembre alle 18 ci dovrebbe essere il secondo incontro in cui probabilmente qualche passo in avanti si farà, ma come detto ci vorrà del tempo ed il vuoto di potere è particolarmente pericoloso in questa fase.”

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