Babush 05: sacri consultori.

Oggi i nostri percorsi metropolitani oggi prendono il via dal Lazio, dove la consigliera Olimpia Tarzia ha presentato la sua discussa proposta per la riforma dei consultori famigliare, per arrivare in Lombardia e raccontare gli effetti che l’approvazione di una simile legge regionale ha avuto su questo servizio a distanza di qualche anno.

La proposta Tarzia ha scatenato reazioni entusiastiche da parte di organizzazioni cattoliche e associazioni “per la vita”, e le simultanee proteste delle realtà femministe e laiche. Secondo alcune sindacaliste si tratterebbe di un attacco alla legge 194 che regola l’ interruzione volontaria di gravidanza e sarebbe addirittura anticostituzionale, un passo in avanti per migliorare l’applicazione della stessa legge, invece, secondo i sostenitori della proposta, inizialmente sottoscritta anche da 4 consiglieri del Partito Democratico. Un muro contro muro testimoniato tra le altre cose da raccolte di firme pro e contro che hanno riempito il web.

Il dibattito pubblico sulle libertà civili e sulla salute riproduttiva nel nostro paese è sempre aspro, molto più di quanto non sia nel resto d’Europa. La proposta Tarzia non è un caso isolato, negli ultimi anni la politica italiana sembra muoversi nella direzione di uno Stato più invadente nelle scelte etiche dei cittadini: gli esempi non mancano, a partire dalla bocciatura dei PACS e dei DICO, le difficoltà ad introdurre l’uso della pillola abortiva RU486, il divieto della fecondazione eterologa di cui si è fatta paladina la stessa Tarzia. L’iniziativa laziale tra l’altro non è isolata, il testo in discussione nel Lazio ricorda ampiamente la legge in vigore in Lombardia dal 2008, che costituisce quindi un’utile cartina di tornasole per capire quali effetti ha sortito.

Secondo i dati del ministero della salute nel 2009 si è registrato un decremento del 3.6% rispetto al dato del 2008, confermando una tendenza che ha visto oltre il 50% di aborti in meno rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG, un risultato che non può non dipendere anche dal lavoro di prevenzione svolto dai consultori famigliari, anche se in alcune regioni italiane il servizio resta marginale. Il modello dei consultori famigliari italiani è stato anche esportato con successo da organizzazioni come l’ AIDOS, associazione italiana donne per lo sviluppo, che lo ha adattato di volta in volta alle esigenze dei paesi in cui si trovava ad operare ottenendo risultati significativi ad esempio nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili in Africa.

Il prossimo appuntamento in cui si incontreranno le associazioni famigliari e le istituzioni è la Conferenza Nazionale per la Famiglia, che verrà inaugurata l’8 novembre a Milano dal presidente del consiglio, nonostante sia pluridivorziato e le sue condotte non siano propriamente conformi all’etica promossa da queste organizzazioni. Intanto, nel paese dei paradossi, dove sempre più cittadini si vedono negati diritti che ormai si ritenevano acquisiti, un segnale inquietante viene dall’ospedale San’ Anna di Torino dove una donna, la notizia ha avuto spazio su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, è stata aggredita da esponenti del Movimento per la Vita per aver abortito.

Ospiti della puntata:

  • Elisabetta Canitano, ginecologa e presidentessa di Vita di Donna Onlus
  • Maria Mantello, autrice del libro “Sessuofobia, chiesa cattolica, caccia alle streghe” e presidentessa dell’ Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno
  • Ludovica Carli, presidente del Forum Famiglie per la Puglia
  • Francesca Koch,  Casa Internazionale delle Donne

In redazione: Marzia Coronati, Ciro Colonna, Khaldoun, Andrea Cocco

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