Ken Saro Wiwa: il disastro nigeriano a 15 anni dall’esecuzione

Per venti anni, fino alla sua esecuzione avvenuta nel 1995, il poeta Ken Saro Wiwa ha denunciato la catastrofe ambientale e sociale prodotta dall’estrazione del petrolio in Nigeria. A quindici anni dalla sua morte la situazione è cambiata poco. Nella zona del Delta del Niger, dove viene estratta la maggior parte del petrolio nigeriano, i danni all’ambiente si accumulano con il passare del tempo, rendendo l’ecosistema semre più fragile e rischiando di diventare irrimediabili. Come accadeva nel 1995 le multinazionali del petrolio praticano ancora oggi il cosidetto gas flaring, la combustione in torcia dei gas di scarto dell’estrazione, nonostante la pratica sia formalmente vietata dalla legge nigeriana e nonostante i comprovati danni alla salute sulle popolazioni locali. Scarsi miglioramenti anche per quanto riguarda le perdite di olio nero dal groviglio di oleodotti che attraversano il Delta del Niger. Nel giro di un solo anno, tra il 2006 e il 2007, l’associazione Era (Environmental Right Action) ha registrato 764 incidenti e sversamenti nel Delta e buona parte dei casi riguarda impianti gestiti dalla società italiana Eni. “L’Eni” sottolinea Elena Gerebizza della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, “è una delle peggiori aziende che operano in Nigeria dal punto di vista della gestione dei danni ambientali”.

One Comment;

  1. Louise Read said:

    15° Anniversario dell’ uccisione di Ken Saro-Wiwa
    Un libro per non dimenticare il grande poeta africano e l’attualità del suo impegno

    In occasione del quindicesimo anniversario della morte di Ken Saro-Wiwa, la casa editrice Socrates, ha ripubblicato con una nuova veste grafica, la sua raccolta di racconti “Foresta di fiori”.
    Ken Saro-Wiwa si è battuto eroicamente contro i disastri ecologici causati dalle compagnie petrolifere sul delta del Niger e, nonostante le pressioni internazionali, è stato impiccato dal regime militare nigeriano il 10 novembre del 1995.
    “In questo periodo storico – commenta Louise Read, direttrice delle Edizioni Socrates – abbiamo più che mai bisogno di testimonianze forti di impegno intellettuale e di vita, e il tributo di Saviano a ‘Chetempochefa’ mi ha dato l’ulteriore motivazione alla ristampa, a riflettere su quella morte tremenda riservata a Saro-Wiwa e ad altri otto militanti insieme a lui. Perché la sua impresa di vita non sia vana è giusto che un editore si impegni con i propri mezzi su una storia che fa profondamente riflettere sul presente.”
    La dittatura nigeriana uccidendo Ken Saro Wiwa credeva di mettere a tacere per sempre la protesta che lo scrittore aveva organizzato, fondando il MOSOP, contro lo scempio ecologico posto in essere dalla compagnia petrolifera Shell nel territorio degli Ogoni, sul Delta del Niger. Invece l’eco della barbara uccisione è rimbalzato in tutto il mondo inchiodando, anche di fronte all’opinione pubblica, la Shell per aver sostenuto ed incalzato il governo nigeriano nell’uccisione del poeta. Nel giugno del 2009 infatti la Shell ha pagato agli eredi di Ken Saro-Wiwa 15,5 milioni di dollari, ammettendo implicitamente le proprie responsabilità.
    A distanza di 15 anni, il territorio degli Ogoni continua ad essere una pozzanghera di petrolio: le sue acque sono inquinate e il terreno in alcune parti è praticamente arido a causa della fuoriuscita del liquido nero dalle vetuste tubazioni, mantenute a cielo aperto, che attraversano le regioni degli Ogoni. Non esiste nessun sistema sociale, la politica continua a essere impregnata di corruzione e di violenza e per la gente del delta, una volta considerato il paniere della Nigeria, non rimane che la fuga disperata non avendo più fiumi puliti in cui pescare o terreni da coltivare.
    Roberto Saviano a Chetempochefa ha parlato a lungo di questo eroico scrittore: “Hanno ammazzato Ken Saro-Wiwa, uno scrittore, non un politico, non un guerrigliero, perché le parole di Ken Saro-Wiwa mettono paura, sono pericolose e una multinazionale e un paese hanno paura di uno scrittore. Ken usava un’arma potente della letteratura africana, i racconti, che sapeva fondamentali nella vita di un africano perché i racconti possono salvare la sua terra”.
    Oggi, Ken Saro-Wiwa, torna a parlare in Italia attraverso “Foresta di fiori” raccolta di 19 racconti che ci restituisce un vivace e colorito affresco della multiforme realtà nigeriana tra contraddizioni insanabili, tradizioni millenarie e sventure ricorrenti, attraverso le piccole vicende di personaggi comuni, spesso comici e grotteschi, impegnati quotidianamente nella lotta per la sopravvivenza in un ambiente decisamente difficile.

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