Chiusura del foro: raccomandazioni e dichiarazioni

Dopo 3 giorni di scambi, laboratori e conferenze, il forum mondiale dell’educazione chiude oggi i battenti. Prima delle dichiarazione finali, i partecipanti palestinesi ed internazionali si sono susseguiti alla tribuna per esprimere raccomandazioni: molte voci palestinesi si sono alzate per chiedere agli stranieri presenti di fare pressione sui loro propri governi per far sì che siano applicate le leggi internazionali e che si ponga fine alla colonizazzione. E’ stato proposto di organizzazre un Educational boat per la Palestina, con a bordo libri di scuola, materiale per studiare, materiale per costruire scuole. E’ stato invece criticato il fatto che al forum si è parlato sopratutto di educazione in palestina, piu che di educazione in generale, ma è anche da questa constatazione che è emerssa l’idea di organizzare un foro mundiale della solidarietà verso il popolo palestinese. Gli organizzatori dell’evento hanno sottolineato quanto organizzare il foro in Palestina è stata una vera e propria sfida e si sono dichiarati molto soddisfati della sua frequentazione. Fuori dal palco, alcune critiche sono emerse, la principale riguarda la scarsa partecipazione della società civile palestinese, ma sopratutto delle persone al centro dei dibattiti: i bambini e gli studenti. In conclusione dell’evento, gli organizzatori del foro hanno ripreso molte delle raccomandazioni espresse previamente e hanno ribadito quanto sia importante per l’insieme dei palestinesi la solidarietà internazionale espressa nei loro confronti per fare rispettare il diritto dei rifiugiati di tornare sulle loro terre. Il biocottaggio dello stato di Israele, cosi’ come era successo con il boicottaggio del Sudafrica ai tempi dell’apartheid, è stato promosso come strumento di pressione efficace.

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