Violenze di genere: l’invisibilità delle donne migranti

Lo sportello contro le violenze di genere dell’ospedalle S.Camillo di Roma è aperto 24 ore su 24 per garantire assistenza alle donne vittime di abusi. Un’esperienza positiva che esiste solamente in altri due ospedali italiani, il Mangiagalli di Milano e il S. Anna di Torino. “Il fenomeno della violenza è trasversale e purtroppo in aumento”, spiega Maura Cossutta responsabile del Forum sulla Salute delle Donne Italiane e Immigrate, che è una delle realtà promotrici dello sportello. Il servizio, spiega serve non solamente a dare sostegno ma anche a fare emergere il dato dell’invisibilità, cioè di tutti quei casi che rimangono nell’ombra perché non vengono denunciati. “I casi maggiori di invisibilità sono quelli delle donne migranti” sottolinea Cossutta “di cui sappiamo veramente troppo poco”. Dallo scorso anno però, in concomitanza con l’approvazione del pacchetto sicurezza il numero di migranti che si rivolge alle strutture santarie pubbliche è in dimunuzione. “Abbiamo notato che gli accessi al proto soccorso sono inferiori soprattuto per la paura che hanno le persone senza regolare permesso di soggiorno di essere denunciate”. Al S. Camillo è anche operativo un altro progetto per favorire i percorsi di cura  delle persone migranti: l’ospedale culturalmente competente.

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