Terzigno: storie di bugie, inganni e tangenti

Non esiste nessuna legge che autorizzi l’apertura della seconda discarica a Cava Vitiello. E la racconta dei rifiuti urbani di Napoli non si è interrotta a causa della rivolta degli abitanti di Terzigno e Boscoreale. Il giornalista Alessandro Iacuelli smaschera gli inganni di Stato riguardanti il caso Terzigno.

Non è vero che esiste una nuova emergenza rifiuti in Campania, e  non è neanche vero che esiste una legge che prevede l’apertura di una nuova discarica tra Terzigno e Boscoreale, così come stanno dichiarando più volte in questi giorni governatore Caldoro come dal presidente della Provincia Cesaro. “Tanto per cominciare non può esserci una legge dello Stato che dice che a Terzigno va aperta una seconda discarica” scrive Iacuelli. “C’è qualcosa di scritto, è vero, ma non è una legge. Quella che chiamano “legge” si chiama “decreto-legge”, ha un numero (decreto 90/2008) e un testo qui reperibile: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_rifiuti/20080523_dl_90.pdf . Se qualcuno ha la pazienza di leggerlo, si accorge di due cose. La prima è che si parla sia della cava Sari sia della cava Vitiello a Terzigno, eppure fino ad ora è bastata la cava Sari. La seconda cosa è un pugno in un occhio: quel decreto è scaduto”.
Un secondo inganno smascherato dal giornalista riguarda l’inceppamento del sistema di raccolta. “Si è interrotto il passaggio dei camion autocompattatori che raccoglievano dai cassonetti stradali, pochi giorni dopo l’inizio della fase di scontro e di rivolta popolare a Terzigno e si è addossata la colpa alle proteste popolari. Invece c’è dietro un problema amministrativo. E’la Enerambiente, che ha fermato i suoi camion a Napoli pochi giorni dopo l’inizio degli scontri di Terzigno, ha provocato la mancata raccolta dai cassonetti e, quindi, l’emergenza rifiuti”.

L’Asia, la municipalizzata di Napoli che si occupa della raccolta, ha  suddiviso il territorio della città in diversi “lotti” ed ha assegnato ciascun lotto con una regolare gara d’appalto ad un privato. L’Enerambiente, colosso nazionale veneto, ha  il 66% dei lotti.  “Se si prova a cercare quello che risultava essere l’amministratore delegato di Enerambiente, un tal dottor Faggiano, non lo si trova” continua Iacuelli. “Come mai? Semplice: è latitante. Dopo una condanna in primo grado a 1 anno e quattro mesi per un caso di tangenti a Brindisi, anziché aspettare il processo d’appello ha preferito alzare i tacchi. Sarà all’estero. Magari con una parte di soldi della Enerambiente”.

3 Comments

  1. Bah! said:

    Egregi signori, mi rincresce segnalare qualche piccolo errore contenuto nel Vs. articolo che però inficia il giudizio sulla vicenda da parte di chi lo legge.
    Premetto che io non patteggio nè per i devastatori di Terzigno, nè per i cattivi gestori dell’affaire “munnezza” in Campania.
    Il primo, evidente errore contenuto nell’articolo è che il decreto legge 90/08 è stato convertito in legge, la 123/08. Non sarebbe mai potuto accadere, neanche in Italia, che si applicassero le previsioni di una legge o, come preferite voi, di un decretto legge decaduto (e non scaduto).
    Il secondo macroscopico errore è che il dott. Faggiano, ex amministratore delegato di Enerambiente, non è latitante ma è semplicemente stato sostituito.

    Certo di avervi fatto cosa gradita, vi saluto.

    • Marzia Coronati said:

      Risponde direttamente Alessandro Iacuelli:

      “Che il decreto 90/2008 sia stato convertito nella legge 123/2008 è vero,
      la conversione in legge sta qua:

      peccato che nel “processo” di conversione, che si può leggere al link
      che ho appena incollato, ci siano tante di quelle modifiche… da
      stravolgerlo completamente. Tra le tante modifiche, c’è anche quella
      all’art.8 che recita comunque che certe attività andavano fatte “entro e
      non oltre il 31/12/2009”.
      Chiaramente, a questo punto diventa una questione di tipo giuridico, ed
      è anche una sottigliezza.
      faccio notare che, se
      da un lato è vero che ho smascherato la cosa, non è che in tutta Italia
      me ne sono accorto solo io… Infatti, gli amici di wastemergency, in
      questo articolo:

      ragionano a partire proprio dalla legge 123/2008, fanno notare che certe
      cose non si potevano fare, infatti mettono la parola “scaduta” tra
      virgolette, ma poi raggiungono, indipendentemente da me, le mie stesse
      identiche conclusioni! Pertanto, o si usa la 90/08, o la 123/08, in
      entrambe era fissato il limite del 31/12/2009…
      Pertanto siamo nel campo della sottigliezza giuridica, e la conclusione
      non viene affatto inficiata.

      Per quanto riguarda il dott. Faggiano, a dire che è stato sostituito è
      soltanto un comunicato stampa “interno” della Enerambiente, redatto
      dallo stesso Gavioli Stefano. Manco a farlo apposta è proprio da questa
      “sostituzione” che è nata a Venezia l’informativa antimafia di cui si
      parla: Faggiano non si trova, e con lui una parte della cassa di
      Enerambiente. Per Enerambiente è stato molto più semplice dire “è stato
      sostituito”, piuttosto che ammettere la fuga con la cassa.
      Per spiegare l’ammanco finanziario, Enerambiente sostiene che si tratti
      di un debito non pagato dall’Asia di Napoli. L’Asia carte alla mano
      smentisce, e fa notare che ha pagato tutto. Anche questo si è aggiunto
      al contenzioso Asia-Enerambiente. Faggiano non è stato sostituito, visto
      che il suo posto è stato assunto dal Presidente-padrone stesso, Gavioli,
      e non cambia la sostanza: Faggiano non si trova, è irreperibile”.

  2. Terzigno No Alla Megadiscarica said:

    OK, MA SE IL DECRETO 90/2008 ERA UN DECRETO LEGGE, QUINDI OGGI “SCADUTO”, COME SCRIVE IL GIORNALISTA, LA LEGGE 123 DEL 2008 CHE SANCISCE LE DUE DISCARICHE A TERZIGNO,… NON MI PARE SCADUTA, PURTROPPO!!!! CON LA LEGGE DELLO STATO (123/2008) CHE DEROGA LEGGI AMBIENTALI E DI SICUREZZA DELLA SALUTE PUBBLICA, COME HANNO DETTO GLI AVVOCATI VESUVIANI, SI LEGITTIMA IL REATO DI STRAGE!

Comments are closed.

Top