I soldi sporchi delle aziende europee

Le società più inquinanti d’Europa hanno finanziato con centinania di migliaia di euro i senatori americani più avversi all’adozione di una legge sul clima. Preoccupati delle ripercussioni che una legge statunitense contro la CO2 avrebbe avuto a livello internazionale, varie aziende europee, tra cui la britannica BP, la francese GDF Suez, e la tedesca Bayer hanno versato circa 240 mila dollari con l’obiettivo di insabbiare la proposta di legge presentata dalla Casa Bianca nel 2009. In un rapporto pubblicato oggi dal Climate Action Network, una coalizione internazionale di associazioni ambientaliste, vengono ricostruiti i versamenti delle società a noti negazionisti americani sul clima. L’ammontare versato dagli europei, sottolinea il CAN, è maggiore dei soldi investiti in passato dalle stesse lobby americane. Le ragioni però sono sempre le stesse: evitare che a livello nazionale e internazionale vengano adottatati dei vincoli sull’inquinamento prodotto dall’uso dei combustibili fossili e in primo luogo dal petrolio e dal carbone. L’adozione da parte del Parlamento americano di una legge sul clima era ritenuta da più parti come una delle condizioni necessarie per l’avanzamento delle trattative internazionali in vista del vertice di Cancun previsto a dicembre.

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