Lazio: in piazza contro l’inceneritore di Albano

Il progetto è spuntato fuori per la prima volta nel 2007 dagli uffici di Pontina Ambiente, la società che gestisce la discarica di Albano, in provincia di Roma. Secondo i suoi ideatori la costruzione di un inceneritore servirà a risolvere i problemi di spazio della discarica oramai piena. A gennaio del 2008, l’allora presidente della Regione Piero Marazzo firma un decreto che autorizza a realizzare l’inceneritore, ma l’idea non piace agli abitanti. “Nell’inceneritore, vogliono brucciare le famose eco-balle di carta, plastica e legno; tutti materiali riciclabili a freddo. Non cappiamo quindi perchè è stato approvato”, racconta Daniele Castri, del Coordinemento contro l’inceneritore di Albano. Bruciandosi, il cloro contenuto in questi materiali si trasforma in diossina. La popolazione dei Castelli Romani, la zona intorno ad Albano, teme quindi per la sua salute. Anche se la costruzione dell’inceneritore non è ancora iniziata, il coordinamento tiene d’occhio la Pontina Ambiente. Contro la società sono stati presentati 3 ricorsi al TAR del Lazio relatavi alla gestione attuale della discarica. Questi ricorsi saranno esaminati dal TAR mercoledì prossimo, il 27. Sabato 23 ottobre invece, alle 15.00, una manifestazione per dire no all’inceneritore è prevista ad Albano.

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