Sardegna: «Latte a un euro o non si munge più»

Sono circa ottanta i pastori rimasti a Cagliari per presidiare il palazzo del Consiglio Regionale. L’edificio è stato teatro di violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine il 19 ottobre. Bilancio della giornata: un ferito e cinque arresti.

La protesta dei pastori sardi contro la politica agricola regionale e nazionale era cominciata la mattina del 19 ottobre. La tensione era salita dopo la carica della polizia ai manifestanti che avevano preso d’assalto il palazzo del consiglio regionale. I pastori sono scesi in piazza per chiedere interventi urgenti. «Latte a un euro o non si munge più», cmpeggiava su uno dei tanti cartelli esposti. Molti pastori hanno trascorso la notte presidiando il palazzo tra musica e canti. Per ora non ci sono spostamenti in programma e si attendono altri arrivi di allevatori in citta’ per rinfoltire il numero di chi presidia, mentre il Consiglio regionale dovrebbe discutere stasera la proposta di legge che prevede sostegno all’agricoltura e alla pastorizia approvata ieri in commissione.

La drammatica situazione in cui versa l’agricoltura sarda, e soprattutto il settore ovicaprino ormai sull’ orlo del tracollo, è un sintomo della grave crisi che attanaglia le imprese agricole del nostro Paese” ha detto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.”I pastori vivono tra questioni complesse e problematiche incertezze. La loro è una giusta e legittima protesta che trova tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà. Il settore è paralizzato dalle difficoltà, da costi produttivi, contributivi e burocratici alle stelle e da un prezzo del latte alla stalla non più remunerativo (sotto i 60 centesimi al litro). Bisogna quindi  intervenire e al più presto. Governo e Regioni ancora non hanno dato alcuna risposta alla nostra richiesta di dichiarazione di stato di crisi per il settore”.
Intanto e’ stata confermata la seduta pomeridiana del Consiglio Regionale con all’ordine del giorno, per ora, il dibattito sulle riforme.

One Comment;

  1. consumatore latte said:

    Io sono solito acquistare il latte presso il discount a 50 – 60 cent. in brick da litro.

    Essendo povero non mi posso permettere di acquistarlo ad un euro al litro per me sarebbe troppo costoso.

    Pertanto l’aumento dei costi al litro potrebbe essere interessante per il pastore/produttore ma non è una buona scelta per me che lo vado ad acquistare per consumarlo a casa io e la mia famiglia

    Pertanto credo che dovrete trovare un’altra soluzione poichè ad 1 euro con la crisi che imperversa io e la mia famiglia non potremmo piu permettercelo e come me, considerando la crisi, siamo in tanti a dover rinunciare al latte e non solo a questo.

    mi dispiace ma i pastori, in particolare quelli sardi, hanno preso e continuano a prendere milioni di euro di contributi a vario titolo avvolte anche truffando lo Stato e la CEE in certe situazioni: Quindi invece di farli sparire nel solito pozzo senza fondo cacciateli fuori e ottimizzate i processi produttivi in modo da permettere anche agli altri (i consumatori appunto) di vivere. In caso contrario ci saranno certamente degli incrementi di rapine finalizzate a sbarcare il lunario in quanto sta diventando difficile vivere anche per noi consumatori finali. E le rapine non sono piacevoli per nessuno.

    Quindi occhio E ATTENTI a quello che fatte perché qui vi giocate la fiducia con il consumatore finale. E non solo quella ma anche la stabilità sociale.

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