Lazio: consultori “etici” per promuovere la famiglia.

I consultori famigliari non siano più strutture asettiche deputate principalmente ad offrire servizi sanitari o para sanitari, bensì sostengano la famiglia ed i valori etici di cui è portatrice. Così recita l’introduzione della proposta di legge regionale n.21 presentata il 26 maggio da Olimpia Tarzia, consigliera regionale del Lazio in quota PDL e docente di bioetica presso un’ università privata della capitale. Leggendo il testo della proposta appare chiaro a quale etica si fa riferimento nell’introduzione, dato che contiene continui riferimenti ai diritti del figlio concepito ed alla famiglia fondata sul matrimonio. L’intento principale che emerge è quello di trasformare i consultori da luoghi deputati a sostenere le famiglie in modo laico a centri per la prevenzione degli aborti e di promozione di un modello famigliare. “La consigliera Tarzia definisce “asettico” quel che noi definiamo “laico”, cioè un servizio che dopo un attento ascolto offre assistenza ai cittadini nel perseguire l’obiettivo che loro si propongono. Si tratta di un ribaltamento del ruolo dei consultori, che anziché ascoltare quel che gli utenti vogliono dovranno invece dir loro cosa fare” ha spiegato ai nostri microfoni la dottoressa Elisabetta Canitano, presidentessa di Vita di Donna Onlus ed operatrice di consultorio. La proposta di legge Tarzia apre poi le porte dei consultori ad associazioni ed organizzazioni non lucrative purché portatrici dei valori etici cui facevamo riferimento, un’apertura che ha allarmato le femministe ed i sostenitori della laicità dello stato, preoccupati che nei consultori diventino di casa soprattuto organizzazioni confessionali. La stessa dottoressa Canitano ci faceva l’esempio della Lombardia, che ha affidato molti consultori ad associazioni confessionali o vicine a Comunione e Liberazione. Risultato: in regione è diventato problematico accedere ad alcuni servizi normalmente garantiti da queste strutture come ad esempio la prescrizione della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, un farmaco anticoncezionale di emergenza regolarmente in vendita e che può prevenire le gravidanze indesiderate e quindi le interruzioni di gravidanza. Proprio sul disincentivo dell’aborto si concentra la proposta di legge Tarzia, tuttavia si dimentica che in realtà  percorsi per assistere le donne ed aiutarle a superare problemi pratici e sociali che potrebbero indurle all’aborto sono già previsti dalla legge 194 e messi a disposizione dai consultori e dalle case famiglia. Secondo la dottoressa Canitano circa la metà delle neomamme del Lazio sono passate per qualche motivo dai consultori famigliari, per chiedere servizi sanitari, consigli sull’allattamento, corsi preparto e così via. Il principale problema è nel numero dei consultori che sarebbe insufficente: attualmente a Roma ci sono circa 50 consultori, cioè circa 1 ogni 200.000 abitanti, perché il servizio funzioni al meglio sarebbe necessario 1 consultorio ogni 80.000 abitanti massimo.

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