Il cimitero dei pazzi e lo “sterminio dolce”: manicomi nella seconda guerra mondiale in Francia

Nessuno sa quante persone sono state sepolte nel camposanto dei pazzi, il cimitero dell’ospedale psichiatrico di Cadillac-sur-Garonne, una cittadina di 2000 abitanti a sud-ovest della Francia. Si conosce il nome di più di 700 di loro, sepolti tra il 1922 e il 2000, ma potrebbero essere fino a 4000 le persone senza nome, sepolte nella fossa comune. Fino alla fine del regime di Vichy, e anche più in là, avere problemi psichiatrici in Francia voleva dire essere tagliati fuori dalla società, considerati dei reietti. “Si pensava quasi che non avesse senso che queste persone vivessero” spiega Francesco Zarzana autore di “Il cimitero dei pazzi” libro che ricostruisce le vicende di Cadillac e delle sue fosse comuni. Il cimitero di Cadillac-sur-Garonne sottolinea Zarzana è anche il testimone di quel che è stato chiamato “lo sterminio dolce” : la morte per fame di 50 mila persone ricoverate in strutture psichiatriche durante la seconda guerra mondiale. “A Cadillac, racconta Zarzana, nel 1941 morirono 599 personne internate, quasi 2 al giorno”. Politica eugenista deliberatamente messa in atto dal governo di Vichy o consequenza delle carenza igieniche e alimentari? Il dibattito fa tuttora scontrare gli storici. Non esistono infatti fonti che testimonino l’esistenza di un piano simile al famigerato T4, operazione di sterminio messa in atto nella Germania nazista dal 1939 al 1941, le cui vittime sono almeno 71 mila.

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