Collasso carcerario

Il bollettino carcerario della giornata di ieri restituisce una chiara fotografia della disperata situazione all’interno dei luoghi di privazione delle libertà personali. Nell’arco di 24 ore si sono registrate la morte di un detenuto a Pistoia, due evasioni e quattro tentativi di suicidio. Episodi di natura diversa come sottolinea Patrizio Gonnella dell’Associazione Antigone ma che restituiscono l’immagine di una giustizia che non riesce più a governare l’esecuzione delle pene e della giustizia stessa”. Il carcere sottolinea Gonnella “dovrebbe essere il luogo della legalità per eccellenza è diventato il luogo dell’illegalità diffusa”. Tanti i numeri che testimoniano una situazione allo sbando: dal sovraffollamento, con un eccesso di presenze del 53 per cento rispetto alla capienza prevista , ai suicidi che dall’inizio del 2010 hanno raggiunto la cifra record di 55. E non sono soli i penitenziari a preoccupare, ma tutti i luoghi di privazione della libertà personale, che vanno dai posti di polizia ai centri per migranti, da cui proprio per le condizioni di vita insostenibili si sono registrati innumerevoli tentativi di fuga. Una situazione che ha destato l’allarme e le denunce delle istituzioni internazionali come la Corte europea dei diritti dell’uomo. Negli ultimi 3 anni l’Italia è stata condannata 5 volte per tortura, in base a quanto sancito dall’articolo 3 della convenzione europea dei diritti dell’uomo. Come sottolinea Antigone, che venerdì 22 presenterà il rapporto annuale sullo stato delle carceri, la situazione è il frutto di scelte legislative e politiche ben precise e basta pensare a tre leggi approvate dall’attuale governo: quella sulla droga, quella sull’immigrazione e quella sulla recidiva. “L’unico modo per uscire da questa situazione oramai allo sconquasso” ricorda Gonnella “è quello di cambiare non solo normativa ma anche cultura politica”. Un messaggio indirizzato al centrodestra ma anche all’opposizione.

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