Babush 02: calcio, prevenire la violenza con un bancomat.

Eliminare reti e barriere entro tre anni, questo è l’ambizioso progetto del Ministro degli Interni Roberto Maroni in fatto di sicurezza negli stadi, strumento principe della strategia del Governo è la “tessera del tifoso”. Negli ultimi anni i cosidetti reati da stadio sono in diminuzione, lo scorso anno si è registrato un meno 42% di  incidenti e sono state impiegate il 35% di forze di polizia in meno, ma verso la fine dello scorso campionato c’è stata una inversione di tendenza.  Il ministero ha quindi accelerato l’entrata in vigore della circolare amministrativa che rende obbligatoria la tessera dall’inizio di questo campionato. Il documento  è dotato di codice a barre  e/o microchip, oltre alla foto ed ai dati personali dell’intestatario. Un vero e proprio documento di riconoscimento per i “tifosi buoni” come li definisce il Ministro, ma la tessera è anche utilizzabile come carta prepagata o bancomat ed è quindi collegata a servizi finanziari. Ad emettere le tessere del tifoso sono le società sportive, che dovrebbero interpretare le direttive amministrative in base alle esigenze specifiche della loro tifoseria .
La tessera nelle intenzioni del ministero dovrebbe promuovere una proficua e trasparente collaborazione tra i club di calcio ed i loro sostenitori, dato costituisce una dichiarazione di adesione al codice etico sportivo dovrebbe valere per tutti gli stadi italiani indipendentemente dalla squadra che l’ha rilasciata. Dovrebbe consentire l’accesso privilegiato all’acquisto di biglietti o servizi connessi all’attività calcistica e di assistere anche alle partite soggette a restrizione per motivi d’ordine pubblico.  Senza la tessera i tifosi non possono abbonarsi o comprare biglietti del settore ospiti per seguire la propria squadra fuori casa, ma possono comunque assistere alle partite e recarsi in tribuna nelle trasferte. Il nulla osta per il rilascio deve essere richiesto alle questure, non può avere la tessera chi è soggetto a “daspo” o ha una condanna, anche solo di primo grado, per reati da stadio.

Dopo le prime sei giornate di campionato non tutto è andato come previsto e le deroghe si moltiplicano, ad esempio nella partita Inter-Juventus i tifosi juventini sono stati  spostati nel settore ospiti pur non avvendo la tessera del tifoso, per evitare problemi d’ordine pubblico, mentre i tesserati romanisti non hanno potuto assistere a Napoli_Roma, partita considerata ad alto rischio dall’ Osservatorio Nazionale sulle Manisìfestazioni Sportive e quindi limitata ai soli residenti in Campania. Si sono verificati casi in cui a causa delle corsie di accesso dedicate gruppi che erano andati allo stadio insieme hanno dovuto separarsi, talvolta anche membri di una stessa famiglia.
Anche in fatto di sicurezza i risultati sono tutt’ altro che incoraggianti visto che i tifosi che non si sono tesserati ma seguono comunque la squadra in trasferta si sono trovati a sedersi insieme ai tifosi avversari e che la tessera non può prevenire la maggioranza degli episodi di violenza, che generalmente avvengono al di fuori dell’impianto sportivo.

La reazione delle tifoserie organizzate e degli ultras alla direttiva ministeriale “tessera del tifoso” è stata unanime: un netto no a quella che viene vista come una schedatura a priori. Le proccupazioni riguardano anche la privacy, considerato che spesso per ottenere la tessera i tifosi sono indotti a consentire ai club la cessione dei loro dati personali ad aziende terze. Inoltre le tessere sono dotate della tecnolgia “Rfid”, cioè il chip incluso nella carta è in grado di trasmettere i dati in essa contenuta a distanza di centinaia di metri e di segnalarne la posizione, infine le carte rilasciate dai club sono inoltre utilizzabili come prepagate o vere e proprie carte di credito con tutti i rischi connessi al rilascio ai minori. I tifosi sono scesi in piazza in più occasioni, anche con manifestazioni nazionali, davanti i punti vendita dei biglietti gli ultras che non lo rinnoveranno hanno inscenato il “rogo degli abbonamenti”, durante le partire del precampionato e le prime di campionato stati vari scioperi del tifo hanno svuotato le curve. La vendita di abbonamenti ha subito una flessione intorno al 20% ed alcuni gruppi ultras si sono organizzati per l’acquisto colettivo dei biglietti ogni settimana.

Ospiti della puntata:

In redazione: Andrea Cocco, Elise Melot, Khaldoun, Francesco Diasio

One Comment;

  1. ciccio pippo said:

    La tendenza a trasformare gli stadi in centri commerciali arriva a degli estremi impensabili, non solo in Italia. Lo storico stadio di Bilbao, il San Mames, per esempio, architettonicamente meraviglioso e assolutamente adeguato alle esigenze del club, sta per essere demolito per lasciare spazio, in una zona relativamente centrale della città, ad una di queste strutture moderne. Bisogna tener presente che questo stadio, come la stessa squadra (caso ormai più unico che raro in Spagna di azionariato popolare, impensabile in Italia!!) fanno parte della cultura e dell’identità della città molto più di quanto non possa essere per un qualsivoglia Stadio Olimpico o Delle Alpi. Si tratta di una vera e propria icona, messa a rischio per motivazioni puramente economiche. Se ancora non si è passati alle vie di fatto è stato, oltre che per le polemiche che hanno scosso la città e in particolare le migliaia di soci-tifosi, ovviamente, per via della crisi economica e della difficoltà nel far fronte alle ingenti spese che il progetto prevede. La trasmissione è molto valida, continuate così!!

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