Algeri: El Watan denuncia le condizioni inumane dei migranti in Italia

Scomparsa dai giornali italiani, la notizia dell’ennesima rivolta di migranti al CPA di Elmas, avvenuta lunedì, è commentata oggi dal quotidiano algerino El Watan, che ricorda le molteplici denunce indirizzate in passato al governo italiano sulle condizioni del centro. “Penso che le dimostrazioni e il tentativo di fuga di lunedì erano prevedibili” sottolinea Mounira Haddad, presidente dell’associazione algerina Afad. “Le condizioni di detenzione e la repressione cui ricorrono i servizi di sicurezza nei centri di trattenimento italiani spingono i migranti all’estremo”. Lunedì la rivota era partita proprio da un gruppo di algerini, che si oppongono al trasferimento al CIE di Gorizia. In passato Haddad aveva fatto richiesta per una visita ai suoi connazionali, ma l’ingresso le è stato negato. “Purtroppo è molto difficie riuscire a farsi ascoltare dalle autorità italiane” denuncia Mounira Haddid, che ricorda le vicende di altri due algerini emigrati in Italia. La prima è quella di un giovane di cui non si conosce l’identità e che nel 2009 sarebbe misteriosamente scomparso dal CIE di Ponte Galeria durante un trasferimento in ospedale. La seconda è quella di Salah Soudami, che sempre nel 2009 e sempre nel CIE di Ponte Galeria è deceduto probabilmente a seguito di colpi ricevuti. Le condizioni inumane dei centri italiani sono note, concude El Watan, ma interrogato a proposito lo stesso ambasciatore italiano ad Algeri ha evitato di approfondire, limitandosi a dire che il flusso migratorio “clandestino” degli algerini in Italia è diminuito.

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