A parigi i sans papier occupano il museo dell’immigrato

Da giovedì mattina la Cité de l’immigration di Parigi, il museo che intende fare conoscere gli apporti de l’immigrazione in Francia, è occupato da 500 sans papier che chiedono la regolarizzazione di tutti i lavoratori presenti in Francia. Il movimento era iniziato un anno fa, con lo sciopero di più di 6000 lavoratori irregolari rimasti fuori dalla sanatoria avviata dal governo nel 2007. Un meccanismo di regolarizzazione fortemente contestato anche perché escludeva completamente chi era stato assunto attraverso le agenzie di lavoro temporaneo o era impiegato a domicilio. “Noi viviamo qui, lavoriamo qui, paghiamo le tasse e in cambio non riceviamo nulla, non abbiamo il permesso di soggiorno”, racconta Araba, porta-voce del movimento. Per questo, in diverse aziende, all’interno di cantieri, così come nei ristoranti, i lavoratori sans papiers avevano deciso di incrociare le braccia. Numerose organizzazioni sindacali ed associazioni, dalla CGT alla CFDT passando per La Cimade e la rete RESF hanno fin dall’inizio sostenuto attivamente il movimento. Lo scorso giugno, i negoziati con il governo si erano conclusi con la firma di un accordo permettendo la regolarizzazione anche a chi non ha un rapporto di lavoro subordinato e un datore di lavoro fisso. Sembrava che il movimento avesse vinto, ma così non è stato. Sui 1800 dossier presentati, soltanto 58 hanno ricevuto una risposta positiva. I dirigenti del sindacato CGT sono stati ricevuti ieri al ministero dell’immigrazione per parlare delle rivendicazioni degli scioperanti. I lavoratori sans papiers sono determinati: ” non andremo via da qui” dicono “fino a quando tutti noi non saremo regolarizzati”.

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