Rinnovabili in mano a pochi paesi

Negli ultimi anni le tecnologie rinnovabili hanno avuto un incredibile boom a livello globale, ma i brevetti sono concentrati nelle mani di pochi paesi. Secondo un rapporto a fine settembre dall’agenzia per l’ambiente dell’Onu, l’Unep, l’80 per cento delle tecnologie è in possesso di soli 6 paesi: Stati Uniti, Germania, Giappone, Corea del Sud, Gran Bretagna e Francia. Le economie emergenti e in particolare la Cina e l’India sono in rapida ascesa, ma la distanza da colmare è ancora molta. La questione dei brevetti legati a tecnologie come eolico, solare o biocarburanti è tutt’altro che secondaria e ha un grande peso nelle trattative in corso sui cambiamenti climatici. Nel 2012 scade il protocollo di Kyoto e il nuovo accordo dovrebbe prevedere obbiettivi per la riduzione dei gas serra molto più ambiziosi che in passato, con la graduale imposizione di limiti alla CO2 anche per le economie emergenti. In cambio di un impegno sul fronte delle riduzione dei gas serra il G77, il gruppo che riunisce la Cina e i paesi in via di sviluppo, chiedono maggiore accesso alle tecnologie pulite, a cominciare dai brevetti, che ostacolerebbero la diffusione delle energie pulite.

Il rapporto Unep sui brevetti

Top