Babush 01: Israele e la contesa dei melograni

Nasce oggi Babush il settimanale di approfondimento di Amisnet che ci accompagnerà per la prossima stagione. I nostri percorsi metropolitani partono dagli scaffali dei supermercati italiani per capire cosa accade con un particolare tipo di merci: quelle etichettate come “Made in Israel” ma che non sempre sono prodotti israeliani.
Gli scambi commerciali tra Unione Europea ed Israele si sono intensificati negli ultimi anni, anche grazie all’accordo doganale sottoscritto tra Bruxelles e Tel Aviv, ma di pari passo è cresciuta la campagna di boicottaggio promossa dalla società civile palestinese e sostenuta da attivisti internazionali e dagli israeliani contrari all’occupazione.
Ma come funziona la campagna, quali sono i prodotti che destano maggiori perplessità, da dove vengono e in che quantità arrivano da noi?
Per capirlo abbiamo puntato i nostri microfoni verso i Territori Palestinesi Occupati ed in particolare verso le colonie israeliane, considerate illegali dall’ ONU e da dove proviene una parte delle merci esportate come israeliane. Ci sposteremo poi a Vado Ligure, cioè dal porto dove arriva la maggior parte dei prodotti agricoli israeliani e da dove è partita la campagna italiana. Tenteremo di capire l’intricata vicenda della Coop che la scorsa primavera è stata accusata di antisemitismo per aver annunciato la sospensione dei prodotti Carmel-Agrexco, la principale società israeliana per l’esportazione di frutta e verdura che è oggetto dell’ attenzione degli attivisti per l’origine opaca dei suoi prodotti che a volte sono riconducibili ai terreni espropriati ai palestinesi in cui sorgono le a colonie .

Ospiti della puntata:

In redazione: Andrea Cocco, Khaldoun, Marzia Coronati, Elise Melot

7 Comments

  1. Lello said:

    Una volta mi sono chiesto….. cosa differenzia la critica ad Israele dall’antisemitismo?
    Ebbene la risposta è la seguente: L’utilizzo della verità dei fatti come elemento di critica piuttosto che l’utilizzo di slogan o luoghi comnuni. Per esempio… ” Io non condivido la politica di occupazione di Israele” è un giudizio politico legittimo sebbene nessuno al mondo osi dire ” Io non condivido l’occupazione del Tibet della cina”. Ma quando si dice ” Israele c’è l’Apharteid” allora siccome il dato non è un fatto , visto che non ci sono leggi discriminatorie, che gli arabi israeliani votano per il parlamento e che solo in Israele in tutto il medio oriente gli arabi decidono liberamente i propri rappresentanti allora si utilizza un argomento “slogan” falso e questo è antisemitismo perchè ingenera odio gratuito utilizzando una bugia.

    Leggendo il vostro articolo quindi sono sorpreso come parte in una modalità molto soft cercando di fornire dati “acritici” per poi non soltanto pubblicizzare questo boicottaggio che è molto direi ” odioso” e gronda di “odio politico” ma finisce per fornire una realtà in cui sia “naturale e doveroso” per qualunque cittadino boicottare i prodotti israeliani .

    Prima di tutto il boicottaggio di prodotti di un paese è un atto politico di avversione a tutta la nazione, per cui si dovrebbe avere il coraggio di dire che chi invita al boicottaggio invita ad un atto politico di odio e combattimento verso un paese e quindi la sua economia e quindi al suo popolo.

    Allora bisognerebbe spiegare a chi si sente così mosso dallo spirito politico di azione contro un paese estero che per esempio per coerenza morale e onestà intellettuale , che dovrebbe fare altrettanto per esempio con i prodotti cinesi … ma non con i giocattoli , con TUTI I PRODOTTI. INDUSTRIALI , etcc…

    inoltre dovrebbe sempre per onestà intellettuale boicottare TUTTI I PRODOTTI ISRAELIANI e quindi per aiutarvi ve li elenco, però dovete essere seri veramente e rinunciare a comprarli…

    1) ogni sorta di PC Desktop e Laptop perchè contengono cpu che sono state progettate in israele
    2) Ogni sorta di adorato Blackberry o Iphone o cellulare di ogni tipo perchè i moduli gsm dove si insrisce la sim sono di ideazione israeliana
    3) Se avete un infarto chiedete di NON farvi impiantare un bypass o uno di quelle retine a palloncino che divvaricano le arterie, sono Israeliani!
    4) NON mangiate più i pomodori di pachino, dice che sono anche quelli israeliani
    5) Ci sono poi dei farmaci creati da quei mostri della TEVA che fanno un sacco di cose tra cui per esempio aiutano i malati di Parkinson, per cui se doveste ammalarvi scrivete che non volete cure…
    Insomma,

    se siete veramente convinti siate coerenti… dichiarate la vostra militanza ideologica perchè di questo si tratta e siate COERENTI.

    Niente pompelmi Jaffa , niente Bypass coronarici….

    PS
    Il boicotttaggio non è sostenuto dalla società civile palestinese, è un’arma lanciata dal ex leader Arrafat e sostenuta in grande stile dalla ANP…. c’è poco di civile, è una “selta di campo” politica ma non mascheratevi da civili perchè siete dei militanti…

    Buona riflessione

  2. Khaldoun said:

    Le rispondo a titolo personale e non a nome degli altri colleghi che hanno partecipato alla realizzazione di questo speciale, anche perchè sulle nostre pagine del conflitto arabo-israeliano mi occupo principalmente io.

    Partirei dal fondo: l’invito al boicottaggio nasce da un appello della società civile palestinese del 2005 ed ho avuto modo di parlarne sia con leader di associazioni ed organizzazioni che con semplici militanti e cittadini palestinesi.

    Riguardo all’accusa di esser militanti, fossi in lei non mi fiderei di chi sostiene di fornire un’inbformazione asettica, io non mi nascondo dietro un dito ed ammetto senza alcuna difficoltà di avere una mia opinione sulla questione, ma posso affermare senza timore di smentita di aver dato solo informazioni corrette e precise, senza alcuna esagerazione o manipolazione o altro. Sono un giornalista ed ho un opinione, come vede dò spazio anche alla critica costruttiva ed educata come è stata la sua, credo di essermi comportato in linea con qualunque regola deontologica.

    entrando nel merito e citando a sostegno delle mie tesi solo o quasi informazioni di fonte israeliana o ebraica:
    Riguardo alle varie sfumature del boicottaggio (solo i prodotti delle colonie o tutta l’economia israeliana), queste dipendono da una valutazione: i sostenitori del boicottaggio totale partono dall’assunto (il larga parte dimostrabile) che tutta l’economia israeliana si avvantaggi dal perdurare dell’occupazione, tra questi ci sono gli israeliani di Boycot From Within (http://boycottisrael.info/). I sostenitori di un boicottaggio mirato solo sulle aziende delle colonie (come l’israeliana Gush Shalom da quasi 10 anni invita a fare) focalizza invece l’attenzione sul più spinoso dei problemi economici ma preferisce non colpire l’intero sistema economico israeliano anche per non alimentare il senso di accerchiamento che alimenta le paure e porta voti alle destre.

    La consueta accusa di antisemitismo non meriterbbe risposta, dato che chi scrive è semita anche senza essere israeliano (ammesso che la definizione semita abbia un senso), tuttavia caro Lello per proseguire sul col suo esempio le dirò che definire “Apartheid” il sistema politico israeliano che costruisce strade per soli ebrei, che dà accesso ad alcuni servizi pubblici solo a chi ha fatto il militare (e gli arabi israeliani sono esclusi dalla leva obbligatoria) e ha tante altre leggi discriminatorie (basta leggere i siti degli arabi israeliani o di organizzazioni come Adala o Bet’selem) sarà forse opinabile, ma certo non razzista e sono stati gli stessi sudafricani che hanno lottato contro l’apartheid propriamente detta ad utilizzare questo termine. Riguardo all’effettiva democraticità di Israele possiamo discutere davvero tanto, sicuramente rispetto ai regimi circostanti può avere dei punti in più ma lungi dal chiamarsi democrazia. A tal proposito le consiglio la lettura di questo bel sito: http://theonlydemocracy.org/ (anch’esso gestito da ebrei). Comunque sia come può leggere non facciamo mai riferimento al popolo israeliano come responsabile delle violazioni del diritto o delle aggressioni a danno dei palestinesi, siamo sempre chiari nell’indicare che quelle responsabilità sono dei governi e peraltro quando usiamo il termine apartheid lo facciamo sempre riportando affermazioni altrui, non come dato di fatto inoppugnabile.

    Il boicottaggio è sì un atto politico, un atto di lotta politica non violenta che ha dimostrato la propria efficacia in varie occasioni non ultima proprio nel caso del boicottaggio internazionale ai danni del Sud Africa. Non è odio, ma è ribellione e resistenza, un diritto sancito dalle leggi internazionali. Fare pressione sulla popolazione israeliana per cercare di indirizzarne le scelte politiche ed elettorali è legittimo, non è molto diverso dall’imposizione di sanzioni da parte della “comunità internazionale”.

    Riguardo alle obiezioni sulla scelta di boicottare alcuni prodotti e non tutti, lei ha ragione nel dire che è praticamente impossibile non utilizzare alcuna tecnologia o prodotto israeliano, ma lì dove esistono alternative è possibile scegliere.

    La ringrazio per i suoi spunti di riflessione e spero di avergliene fornito qualcuno anch’io,
    Khaldoun

  3. LELLO said:

    Vedo che continuate ad utilizzare la tenica del supporto alle proprie idee mediante fattifalsi e ingiuriosi.

    Il popolo israeliano elegge i suoi rappresentanti e d il suo governo criticare il governo e’ legittimo e sono in primis gli israeliani a farlo, Quando lei fa riferimento alle fonti p\tutte israeliane non fa altro che confermare una cosa semplice ma incredibilmente lampante, in israele c’ e’ liberta’ di espressione per tutti. FALSO non esistono strade per soli Ebrei, allora Lei ora deve OBBLIGATORIAMENTE passare dallo slogan al fatto SCRIVA IL NOME DELLA STRADA. Se lo fara’ e mi dimostrera” che e” vero allora potra continuare a dirsi un giornalista. Altrimenti avra’ ne piu’ ne meno continuato ad utilizzare falsita” odiose che sono senzadubbio direttamente comportamenti antisemiti. FALSO gli arabi israeliani hanno la carta di identita” , l-assicurazione sanitaria, gli assegni mensili di disoccupazione, eleggono deputati in parlamento che con i soldi dei contribuenti spediscono durante la guerra sms dai cellulari statali , ai dirigenti di Hezbollah, TUTTE le strade sono sono indicate in ebraico arabo ed inglese, MI CITI QUESTE TANTE ALTRE LEGGI no continui ad utilizzare slogan,
    Mi capisce? Perche’ se e’ cosi informato non sa che 2 anni fa’ 2500 palestinesi di Gerusalemme EST NON ARABI ISRAELIANI hanno chiesto di diventare CITTADINI ISRAELIANI per avere cio che il loro governo non gli da,
    E non si nasconda ancora mettendo davanti alle sue banidere gli “ebrei”. Non mi risulta che uno come MANDELA abbia MAI detto una parlola riguardo al paragoine tra sud Africa ed Israele ….
    Se Lei non reputa Israele una democrazia anche questo e” un ingiusto e odioso insulto ad un POPOLO, perche” uno puo’ fare tutte le critiche che vuole ma sia da un punto di di diritto che da un punto di vista di separazione dei poteri e secondo tutti i caratteri “scentifici” con i quali siamo soliti distinguere i sistemi polici mondiali Israele e” DEMOCRAZIA .
    Non riconoscere questo perche’ si sostiene le ragioni dpolitiche di parti avverse a Israele oppure perche’ non si e’ daccordo con una politica di un governo NON PUO” GIUSTIFICARE LA NEGAZIONE DELLO STATUS DI DEMOCRAZIA.
    E se a me Italiano tutto il mondo mi dicesse continuamente che noi non siamo in democrazia io mi sentirei offeso….

    E allora se voi ritenete opportuno OFFENDERE CONTINUAMENTE milioni di Israeliani nascondendovi dietro la ” critica al governo” io vi rispondo che Il governo lo votano democraticamente per cui posso non essere daccordo ma chi dice che Israele Non e; Una Democrazia secondo la tesi PRATICA ANTISEMITISMO . Per esempio La Francia Vieta il BURCA , posso non essere d’accordo (lo sono eccome perche in pubblico non ci si copre il viso) ma non posso dire che La francia e’ uno STATO CANAGLIA oppure e’ RAZZISTA
    Israele e’ oramai diventato un collettore mondiale di odio , il capro espiatorio di tutti i problemi del mondo quando la gente parla di Israele ha reazioni molto al di sopra della normalita’ , nessuno nel mondo fa manifestazioni bruciando la bandiera della CINA , il tutto e COSTANTEMENTE CONDITO CON BUGIE SU BUGIE .

    aspetto il nome della strada per soli ebrei in Israele….

  4. lello said:

    Ho inviato una risposta che NON avete pubblicato… evidentemente non sapete come rispondere….

    SCRIVETE IL MOME DELLA STRADA PER SOLI EBREI SE ABETE IL CORAGGIO e allora vorrà dire che siete dei veri giornalisti…

    aspetto….

  5. Garage said:

    Cara redazione di Amisnet. E’ impressionante la capacità di pressione politica che Israele riesce ad esercitare. Piu’ o meno
    su tutti i fronti. Il servizio che avete realizzato mette in luce il potere politico derivato da quello economico. E’ d’altronde un difensore di Israele, Il signor Lello, a ricordare come non ci sia prodotto di comune uso privo della sapiente mano tecnologica dell’hi-tech israeliana. Questo fatto, sopratutto in periodo di crisi mondiale come quello che stiamo attraversando, la dice lunga sulla capacità imprenditoriale che lo stato di Israele riesce ad esprimere. Insomma sulla capacità di portare avanti i propri affari, non ci sono dubbi relativi alla bravura di Israele. Dovremmo prendere lezioni. Però c’è pure il lato negativo, quello che disturba. E’ che Israele stia calpestando i diritti di un intero popolo, quello palestinese, riducendolo alla nullità. Costruendo ghetti, annettendo territori, in barba alle leggi internazionali e all’opinione pubblica, non perdendo mai l’occasione di ricorrere all’accusa di antisemitismo ognaqualvolta si muove una critica anche civile alla condotta esageratamente violenta di Israele. Capacità di autocritica pari a ZERO. ZERO SPACCATO.

  6. Khaldoun said:

    premesso che non comprendo la necessità di un tono tanto aggressivo le comunico che non pubblicheremo ulteriori commenti di questo tipo e così poco inerenti i temi del programma radiofonico: la questione mediorientale è un tema annoso e sul web esistono spazi più adatti di questo per discuterne, qui appare come un battibecco trito e ritrito che nulla aggiunge ai contenuti della nostra puntata.

    per non lasciarla in ulteriore attesa, e con l’ ulteriore premessa che se nella mia precedente risposta c’è qualche inesattezza o semplificazione (certamente nessuna falsità), è perchè non è un articolo ma un commento scritto di getto come gli errori d’ortografia testimoniano.

    Ecco la più recente notizia inerente la costruzione di una stada “riservata”:
    http://www.alternativenews.org/english/index.php/topics/settlers-violence/2892-new-settlement-road-in-hebron-more-apartheid-in-the-city

    Alternative Information Center è un organizzazione mista (israeliani e palestinesi) con una sede a Gerusalemme ed una a Betlemme, non ha alcun legame con movimenti politici o sindacati o altre istituzioni di nessuna delle due parti. Le ricordo che per ottenere casa in molti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania (illegali secondo l’ ONU) bisogna passare per l’approvazione dell’assemblea della colonia e se non si è ebrei si viene rifiutati per “incompatibilità ambientale”
    Ecco una mappa delle strade “riservate” aggiornataal 2004:
    http://www.btselem.org/Download/Forbbiden_Roads_Map_Eng.pdf
    l’autore è la ONG israeliana di indubbia fama B’Tselem

    Mi permettapoi di dirle che non è corretto parlare di antisemitismo per parlare del pregiudizio verso gli ebrei, la maggioranza dei semiti non sono ebrei ma arabi, è corretto parlare di antiebraismo o antigiudeismo.

    Per ulteriori approfondimenti riguardo alle discriminazioni anche all’interno del confine di Israele, che per me (come per la comunità internazionale) è la cosidetta linea verde, la rimando a siti come http://www.adalah.org/eng/index.php per verificare l’affidabilità di Adalah può verificare la pagina “affiliations”. Dice che mandela non si è mai occupato di israele e delle discriminazioni che lì regnano? Dovrebbe informarsi meglio: http://www.dariofo.it/node/301 e comunque io mi riferivo sopratutto a Desmond Tutu, le segnalo una delle sue più recenti dichiarazioni in proposito: http://sabbah.biz/mt/archives/2010/09/26/desmond-tutu-boycott-isolate-israeli-universities/

    I dubbi sulla democraticità d’Israele… potrei tirarne fuori davvero tanti, visto che per me non basta il suffragio universale per dichiarare che un regime è democratico e sopratutto anche fosse democratico (e non lo è) al suo interno Israele non lo è verso i palestinesi nè verso gli stati vicini, infischiandosene di ogni legalità internazionale e godendo dell’impunità garantita dall’alleato a stelle e strisce. La dichiarata “ebraicità” dello stato e tutti gli sforzi (attraverso l’espulsione dei palestinesi e “l’importazione” di ebrei) per mantenere la maggiornanza demografica basterebbero da soli a definirlo come stato non democratico, come tutti gli stati confessionali non sono democratici… proprio in questi giorni se ne parlava pure su Haaretz http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/the-jewish-republic-of-israel-1.318135 anche attraverso le voci di accademici israeliani: http://www.haaretz.com/news/national/israeli-academic-loyalty-oath-resembles-racist-laws-of-1935-1.318275

    Riguardo alla tolleranza per il dissenso… chiederei a Mohammad Bakri o a Mordechai Vanunu cosa ne pensano, oppure le ricorderei la lettera aperta dell’alto rappresentante UE Catherine Ashton riguardo al trattamento dei difensori dei diritti umani da parte di Israele: http://en.euromedrights.org/index.php/news/member_releases/4527.html oppure ancora si legga questo articolo: http://www.jnews.org.uk/commentary/why-dissent-in-israel-is-under-attack La libertà d’espressione e di dissenzo dentro Israele è sicuramente meno limitata rispetto ad Iran o Cina ad esempio, ma è tutt’altro che completa (esempio: http://rete-eco.it/it/approfondimenti/politiche-israeliane/14939-israele-attivisti-nel-mirino-delle-aziende-avanza-la-legge-anti-boicottaggio-.html) ed è assolutamente negata per i palestinesi e non parlo di resistenza armata o terroristi, parlo dei moviemnti non violenti che agiscono in territorio palestinese ma sono comunque repressi dalla polizia di Tel Aviv (http://luisamorgantini.net/node/949)

    volevo inoltre farle notare che, come molti ebrei tengono a sottolineare, Israele non è il detentore dell’ ortodossia ebraica nè è il rappresentante dell’ebraismo, l’accusa di “antisemitismo” per chi lo critica è come bollare di “antisciismo” le critiche al governo iraniano o come se criticare l’ Arabia Saudita fosse “antislamismo”.

  7. Garage said:

    Grazie della distinzione tra “antisemitismo” ed “antiebraismo”, proverò ad usare la parola piu’ giusta. Giusto utilizzare parole che abbiano un senso giusto. Scrivo pure per correggermi sulla conclusione della mia precedente. Chiedo scusa per i toni finali un pò melodrammatici, ma è evidente che anche dal fondo in cui mi ritrovo a scrivere, il coinvolgimento emotivo sul conflitto israelo-palestinese è alto ed è proprio questo sentimentalismo che forse piu’ di tutti rende difficili le discussioni sul tema. Capacità d’autocritica non pari a ZERO SPACCATO, perchè invece esistono delle persone israeliane che contrastano l’occupazione e cercano di fare le cose insieme ai palestinesi. Quindi chiedo scusa soprattutto a quelli lì che costituiscono la particella dell’autocritica.
    Sul “battibecco trito e ritrito” in parte è ignoranza ma in parte, credo di no. La complessità delle cose è troppo grande. Me lo diceva sempre la maestra che ero frettoloso. Fossi stato piu’ serio non starei quaggiu’. Non mi basterebbe un pomeriggio per andarmi a leggere tutti quei link. Però sui tg si sente di tutti quei morti e non è che esiste un tappa orecchie per quelle notizie così tristi. Poi per uno come me, come dire, insomma, buono o cattivo cerco di viverci in questo mondo con la mani piu’ pulite che riesco. E poi, non è che esiste un dovere morale di sradicare l’ingiustizia: ve’? Altrimenti: ma quando affitto?

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