Vietnam ai primi posti per la censura su internet

Sono almeno 40 gli stati che in vario modo tentano di bloccare o filtrare l’accesso a internet per i cittadini. Secondo un articolo apparso recentemente sulla Stampa ai primi posti della classifica internazionale della censura c’è il Vietnam, paese che in questi ultimi anni ha messo a punto un vero e proprio arsenale informatico per censurare il web. Per mettere a tacere i forum e individuare i responsabili di notizie scomode il governo di Hanoi utilizza metodi familiari agli haker come la diffusione di virus, o il blocco del servizio (DoS denial of service). Tra le azioni più clamorose la diffusione di un driver necessario a scrivere in vietnamita ma che in realtà nascondeva un virus trojan. Nel mirino della autorità vietnamite, che oltre a sorvegliare e monitorare il web provvedono ad arrestare qualsiasi blogger sospetto, non ci sono solo gli oppositori politici ma qualsiasi persona che getti ombra sulle attività economiche del paese. Tra i più colpiti dal DoS in questi ultimi mesi ci sarebbe ad esempio  Bauxiteinfovietnam, che denuncia gli impatti ambientali di una miniera di Bauxite. La grave situazione del Vietnam sull’accesso a internet era già  stata denunciata in un rapporto di Amnesty international del 2003, di recente per  il governo ha inasprito le misure di sicurezza e le pene per chi le viola. Oltre a vietare i social network le autorità hanno reso obbligatotio negli internet caffè l’uso di un software che memorizza tutti i passaggi degli utenti, pena la reclusione per i proprietari dei locali che ne risultino sprovvisti. Negli ultimi anni lo sviluppo del sistema di controllo vietnamita sarebbe servito al governo di Pechino come modello da attuare in Cina.

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