La proposta di legge francese sull’immigrazione: una mostruosità giuridica

Da martedì scorso, il parlamento francese discute la legge sull’immigrazione proposta da Eric Besson, il ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, la quarta legge riguardo le questione migratorie in 7 anni. Presentata come un aggiustamento della legislazione francese ad alcune direttive europee e in particolare alla “direttiva rimpatri”, approvata a giugno del 2008, contiene delle misure particolarmente restrittive. A destare preoccupazione sono diversi provvedimenti come il ritiro della nazionalità francese ai naturalizzati da meno di 10 anni nel caso in cui attentino alla vita di un poliziotto o di qualsiasi persona che incarni l’autorità pubblica. La proposta punta a suggellare la divisione tra i cosiddetti francesi “de souche”, (i francesi DOC), dai “francesi di origine straniera”, ovvero i figli e nipoti di stranieri o tutte le persone che hanno ottenuto da poco la nazionalità. Un concetto ad hoc è invece stato creato per garantire alle espulsioni dei Rom un sostegno giuridico finora dubbio: “l’abuso di soggiorno breve”, l’idea cio? che alcune categorie di persone facciano abuso della libert? dei movimento nei confini europei. Per Jean-François Martini, membro del GISTI, groupe d’information et de soutien des immigrés, “questa misura, insieme ad altre, prende di mira le popolazioni povere”. Attualmente i bulgari e i rumeni, cittadini dell’Unione Europea, hanno il diritto di circolare liberamente, ma per poter rimanere più di tre mesi sul territorio francese, devono provare di avere risorse economiche sufficienti. Ora, con questa nuova misura, se un bulgaro o un rumeno, durante i 3 primi mesi di permanenza in Francia, si rivolge ad un organo dei servizi sociali, potrà essere rinviato nel suo paese, con l’accusa di avere approfittato del sistema sociale francese. Preoccupano infine le ulteriori restrizioni previste dal progetto di legge per gli stranieri appena arrivati in Francia. In passato i diritti delle persone appena arrivate nei porti, aeroporti o stazioni francesi erano già stati limitati attraverso la creazione delle cosiddette “zone di attesa”. Un “paradosso giuridico”, come la definisce Jean-François Martini, una specie di soglia del diritto che permette di rinviare gli stranieri molto più facilmente di quanto potrebbe accadere sul resto del territorio francese. Con la nuova legge, queste “zone di attesa” potranno essere estese all’intero territorio nazionale, pur che la polizia si trovi di fronte ad un gruppo di almeno 10 persone che si pensa siano appena arrivate. Una mostruosità giuridica che potrebbe diventare realtà.

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