Casertano: rotonde in sciopero

Ogni mattina, a partire dalle 4, le rotonde del litorale casertano si popolano di decine di migranti e richiendenti asilo, che vanno li ad aspettare i caporali per poter andare a raccogliere i pomodori nei campi o lavorare nei cantieri come muratori, idraulici o elettricisti. “Il mercato delle braccia”, come viene chiamato dalla gente del posto, fornisce all’economia locale una mano d’opera molto economica, e a testimoniarlo nell’intervista è Gianpaolo del Centro Sociale Ex-Canapificio di Caserta : ” i migranti lavorano tra le 12 e le 14 ore al giorno per guadagnare 20-25 euro, ma con la crisi ci sono delle persone che accettano di lavorare 12 ore per guadagnare 5 euro”. E proprio per lottare contro questo sfruttamento che i migranti della zona, insieme alle rete di attivisti che li sostengono, hanno ideato “lo sciopero delle rotonde”. Così, l’8 ottobre, i lavoratori  porteranno con se sulle rotonde una scritta con il seguente messaggio : “Oggi, non lavoro a meno di 50 euro”. L’obiettivo è che non siano più i caporali a determinare il prezzo della giornata ma i lavoratori stessi: i migranti che forniscono le loro braccia. Un’iniziativa coraggiosa, che ha avuto bisogno di molto tempo per essere preparata e organizzata, un tentativo per uscire dall’invisibilità nella quale i migranti sono rilegati. ” I migranti non possono denunciare le condizione di sfruttamento sul lavoro, giacché le leggi si fanno ogni anno più severe e li mantengono in uno status di clandestinità e senza diritti”, sottolinea Gianpaolo. Diritti e permesso di soggiorno saranno al centro anche di un altro appuntamento: quello previsto per il giorno 9 a Castel Volturno dove si terrà una manifestazione dei migranti. ?

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