Lampedusa: insieme alla discarica brucia la memoria

Insieme ai rifiuti tossici, l’incendio della discarica di Lampedusa, l’11 settembre scorso, ha distrutto barche, foto, lettere, vestiti e oggetti appertenuti ai migranti che sull’isola erano passati. Sono così andate perdute le tracce di una storia che ha marcato a lungo l’isola. Oggi il CIE di Contrada Imbriacola è vuoto ma appena 2 anni fa sono stati 30 mila i migranti sbarcati. I membri dell’associazione Askavusa avvevano avviato un progetto per recuperare questi oggetti e costruire un museo delle migrazioni. Per fare si che la storia dei barconi a Lampedusa non venisse dimenticata, aspettavano anche l’autorizazzione di ricuperare una delle tante barche da pesca nord-africane ammuchiate nella discarica. “Con l’incendio della discarica, è stato distrutto un pezzo di storia, afferma Annalisa dell’associazione Askavusa, sono brucciate le testimonianze dei 20 anni passati, quando Lampedusa era al centro del fenomeno migratorio”.

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