Breccia di Porta Pia: il Vaticano dilaga e ricostruisce la storia

Il 20 settembre del 1870 i bersaglieri entravano a Roma ponendo fine allo Stato della chiesa e cancellando il potere temporale del papato. Mentre le truppe varcavano la breccia di Porta Pia, nel centro storico il popolo si sollevava appendendo ai balconi e alle finestre la bandiera italiana e sfidando la dura repressione delle guardie di Pio IX. A distanza di 140 anni il Sindaco Gianni Alemanno e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano celebrano quell’evento con una giornata organizzata di comune accordo con il Vaticano e con lo scopo dichiarato di zittire ogni lettura laicista e anticlericale. Per dare pieno spazio alle celebrazioni, a Porta Pia, sono state vietate le ricorrenze non ufficiali, come quelle celebrate ogni anno dai radicali e dall’associazione nazionale del Libero Pensiero. Unica eccezione: la commemorazione dei caduti papalini organizzata da Militia Christi, associazione clerico-cattolicista che nel suo comunicato sottolinea come le “truppe del liberal-massonico Regno sabaudo invasero lo Stato Pontificio, allora libero, sovrano e popolare”. Le celebrazioni Stato-Vaticano del XX settembre, sottolinea Maria Mantello docente e presidente dell’Associazione nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, sono un segnale grave e preoccupante e si inseriscono in un quadro politico ancora più allarmante, dominato da un governo che cede sempre più terreno al Vaticano e da un’opposizione che su questi temi è assente.

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