Coop: continueremo a vendere i prodotti delle colonie israeliane

La Coop ha raggiunto un accordo con la Agrexco, la principale esportatrice di prodotti agricoli israeliani, sull’ etichettatura delle merci provenienti dai Territori Occupati Palestinesi finora indicati come “made in Israel”. Coop Italia aveva sospeso la commercializzazione di tali prodotti accogliendo l’invito di numerosi soci e della coalizione Stop Agrexco Italia, perchè l’etichettatura ingannevole non censntiva ai consumatori di sapere che stavano comprando merci prodotte nelle colonie israeliane, più volte definite “illegali” dall’ ONU, sottolineando tuttavia che in linea di principio non è possibile discriminare i prodotti in base alla nazione di provenienza. Questo passo era stato accolto con favore anche dalle organizzazioni israliane impegnate per il rispetto dei diritti umani e per la fine dell’ occupazione, tuttavia la decisione della Coop ha scatenato accuse di antisemitismo sui media inducendo l’azienda a tornare sui suoi passi ed annunciare il ritorno dei prodotti Agrexco sui propri scaffali una volta superato il problema dell’ indicazione dell’origine sull’etichetta.

Profondamente insoddisfatti i promotori della campagna Stop Agrexco che in una nota hanno scritto:  “Le soluzioni proposte da Coop Italia non sono soddisfacenti dal nostro punto di vista. Sembra improbabile che si riesca a risolvere la questione dell’etichettatura differenziata senza cadere nel ridicolo di definizioni improbabili riguardo ai territori di origine delle merci che sono sotto occupazione militare. Ma la questione di fondo è che non può essere considerata legittima la commercializzazione di merci prodotte in un regime di occupazione militare, anche se l’origine è etichettata “correttamente”. Infatti, le colonie israeliane sono state ripetutamente definite illegali nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n°446, 452, 465, 471 e 476 e lo sfruttamento delle risorse naturali di un popolo sotto occupazione, come praticato da Agrexco e da altre compagnie israeliane, è riconosciuto come crimine di guerra dalla IV Convenzione di Ginevra, parte III, art. 49: 12-8-1949. Ci pare che questo comportamento in qualche modo configuri una distanza fra la dirigenza Coop nei confronti della sensibilità sociale e politica espressa dai propri soci che hanno sostenuto l’azienda anche nel momento in cui si è trovata in difficoltà.

Stop Agrexco ha inoltre lanciato una petizione intitolata “NO ai prodotti illegali nella mia COOP

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