Iran: Jundallah, i “Soldati di Dio” tornano all’attacco del regime sciita
A cura di Khaldoun • 16 luglio 2010Sarebbero almeno 27 i morti e una cinquantina i feriti del duplice attentato suicida che ha sconvolto l’ Iran giovedì 15 luglio. Gli attentati sono avvenuti a Zahedan, capoluogo della regione nel sud est dell’ Iran confinante con Afghanistan e Pakistan e già teatro di altri attentati ad opera del gruppo Jundallah, i soldati di Dio, altrimenti conosciuti come People’s Resistance Movement of Iran, che ha rivendicato anche questo episodio terroristico.
Il Balochistan, la regione colpita dagli attentati, è la zona in cui si concentra la maggior parte della minoranza sunnita, una comunità che gode di minor libertà di culto rispetto a quella cristiana, ebraica e zoratostriana. Nonostante l’apertura da parte dei leader del movmento verde, lo schieramente che si è opposto ad Ahmadinejad nelle scorse elezioni presidenziali, la minoranza sunnita continua a non poter avere proprie moschee e ad aspirare ad una maggiore autonomia, sostenuta in questa aspirazione da nemici storici del regime di Teheran come Stati Uniti e Gran Bretagna.



