9 luglio: silenzio in rete contro il Ddl Alfano

Siti internet, emittenti indipendenti, televisioni, associazioni di giornalisti indipendenti, agenzie radiofoniche come la nostra… In occasione dello sciopero di domani, il mondo delle redazioni sommerse si schiera compatto contro il disegno di legge sulle intercettazioni che il governo vorrebbe approvare entro fine mese, e ne chiede il ritiro immediato. Oltre ai pesanti effetti sulla stampa tradizionale, il ddl Alfano, se approvato, costituirebbe un attacco senza precedenti all’informazione libera fiorita in questi anni grazie a internet. Insieme alle più note disposizioni in materia di intercettazioni, l’articolo 29 del disegno di legge prevede infatti una specifica misura per tentare di controllare l’informazione che circola sulla rete: l’equiparazione, per quanto riguarda l’obbligo di rettifica, tra una testata giornalistica registrata e i siti di informazione “informali”. Se dovesse essere approvato l’art. 29 sottoporrebbe qualsiasi informazione prodotta da siti, blog, social network, alla richiesta di rettifica, esponendo gli autori al rischio di lunghi procedimenti con il coinvolgimento di avvocati ed eventualmente al pagamento di ammende pecuniarie.

A differenza delle testate che possono contare su un adeguato sostegno finanziario i giornalisti informali sarebbero costretti ad accogliere e pubblicare tutte le richieste di rettifica e verrebbero in questo modo sottoposti ad un controllo permanente e ad una sorta di censura preventiva. La  “non pubblicazione di una rettifica” potrebbe costare infatti fino a 12 mila 500 euro di multa  e significare la chiusura per un blog o un sito obbligando i giornalisti informali a valutare ogni volta i rischi di pubblicare una notizia scomoda. “Una misura intimidatoria che tagliarebbe le gambe alle notizie dal basso”, come denuncia Arturo di Corinto, che ricorda anche le altre proposte di legge presentate dalla maggioranza per controllare l’informazione su internet.  Dalla proposta dell’on. Gabriella Carlucci che mira ad impedire l’anonimato in rete, al dispositivo dell’on Barbareschi, che vorrebbe affidare ai provider il compito di  verificare l’attività e la frequenza di ogni singolo cittadino su internet, la maggioranza di governo punta con decisione ad imbavagliare la rete con effetti su tutta la catena dell’informazione . “Basti ricordare” scrive di Corinto sul suo blog “che fu un blogger, Macchianera, a scoprire il nome del soldato americano Lozano che aveva fatto fuoco per primo contro Nicola Calipari, uccidendolo, mentre cercava di portare in salvo la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena”.

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