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Roma: manifestare per la Palestina è pericoloso.

A cura di Khaldoun • 29 giugno 2010

Il 24 giugno è stato il quarto anniversario della cattura del militare israeliano Gilad Shalit sul confine della striscia di Gaza ad opera di Hamas. Un anniversario che il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha voluto celebrare spegnendo le luci che illuminano il Colosseo ed ospitando i genitori del militare in una manifestazione pubblica di fronte al monumento simbolo della Città Eterna. A poche centinaia di metri si è svolta un altra manifestazione, quella degli attivisti filopalestinesi che hanno voluto cogliere l’occasione per ricordare che a fronte dell’unico prigioniero di guerra israeliano in mani palestinesi, sono invece migliaia i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Tutto si sarebbe svolto senza incidenti se non fosse che mentre gli attivisti della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese riempivano le scalinate del Campidoglio di candele, alcune decine di giovani picchiatori con caschi e tirapugni si sono scagliati contro i dimostranti, ferendone almeno 6 tra cui gli unici due palestinesi presenti. Nonostante le immagini ed i filmati degli attivisti filopalestinesi dimostrino chiaramente il contrario, la stampa (Corriere della Sera, Rainews24…) ha riportato la notizia parlando di una rissa e di attivisti armati di “catene e coltelli”, riprendendo le parole del presidente della Comunità Ebraica Romana Riccardo Pacifici. Gli attivisti filopalestinesi denunciano invece di aver riconosciuto tra gli aggressori dei giovani appartenenti proprio alla Comunità Ebraica e chiedono che vengano usati i filmati delle telecamere di sorveglianza per identificarli. Nei giorni successivi alcuni giornalisti noto9riamente sostenitori di Israele non se la sono sentita di avallare le insostenibili tesi di “catene coletlli” e pur parlando di “provocazioni” condannano le azioni di quello che definiscono come “il servizio d’ordine della Comunità Ebraica”.  Intanto sembra che siano partite delle denuncie per manifestazione non autorizzata a danno degli attivisti per la Palestina: la questura aveva concesso l’adiacente Piazza San Marco, ma non le scalinate del Campidoglio per la manifestazione  del 24.

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