Passpartù 39: Nelle mani delle red antz

In quest’ultima puntata della stagione di Passpartù,anche noi, come i media di mezzo mondo, parleremo di calcio e di Sudafrica, ma non solo, daremo anche spazio alla vicenda di Joy, la giovane nigeriana diventata un simbolo della lotta contro i Centri di identificazione ed espulsione, e in chiusura poi parleremo di un festival che aprirà a breve le porte a Lampedusa.

Lontano dal calcio business e dagli striscioni razzisti che appaiono in numerosi stadi, c’è un’appuntamento sportivo dove altri valori vengono promossi, dalla lotta alle discriminazioni al piacere del gioco: si tratta dei mondiali antirazzisti. L’evento, promosso dall’Unione Italiana Sport Per tutti (Uisp), si svolgera dal 7 all’ 11 luglio a Casalecchio di Reno, vicino Bologna. Gli organizzatori si aspettano più di migliaia di partecipanti e squadre da tutto il mondo, pronte a partecipare a tornei di calcio, rugby e cricket. Oltre agli eventi sportivi sono previsti momenti di riflessione, in particolare sul diritto alla cittadinanza. Il mondo dello sport sembra lo specchio di una realtà dove i diritti vengono negati alle persone straniere ma anche ai loro figli, nati e cresciuti sul suolo italiano. Se un italiano vuole registrarsi in una federazione sportiva basta un documento di identità, per gli stranieri invece le pratiche si fanno molto più complicate: è necessario possedere un permesso di soggiorno valido almeno per un anno, non avere mai giocato con una federazione straniera e attestare di lavorare, niente sport quindi per chi è disoccupato.

Ma torniamo in Sud Africa, dove si stanno svolgendo i mondiali di calcio. Medici senza Frontiere lavora da anni alla frontiera tra lo Zimbabwe e il Sudafrica, nella città di Musina, dove vede passare molti profughi, in fuga dal regime di Robert Mugabe. I membri dell’Ong sono molto preoccupati per la salute ma anche per la vità stessa dei migranti che si istallano nel Sudafrica. L’organizzazione ha raccolto le testimonianze di donne e uomini che hanno affrontato il viaggio e che raccontano le violenze subite al passare la frontiera. A Musina, solo nei primi quattro mesi del 2010, Medici senza frontiere ha accolto 103 vittime di violenze sessuale. Passata la frontiera, le violenze non diminuiscono. I migranti cercano di raggiugere Jonhannesburg, la più grande città del paese, dove vivono in palazzi occupati, spesso privi di acqua e di elettricità, gli sgomberi sono frequenti e sono opera delle forze di polizia speciale, chiamate “red antz”, formiche rosse, per il colore dell’uniforme che indossano. Per legge, l’accesso ai servizi alla salute deve essere garantito a tutti in Sudafrica, ma nella pratica, sottolinea Msf, i migranti vengono cacciati quando arrivano in ospedale o sono costretti a pagare somme esorbitanti per ricevere delle cure; per questo l’organizzazione ha aperto un consultorio per i migranti a Johannesburg, dove mediamente vengono effettuate 2300 visite mediche al mese. Le patologie sono per lo più dovute alle condizione di vità difficili nelle quali vivono i migranti. Per Msf, non solo lo stato sudafricano è responsabile della situazione dei profughi dello Zimbabwe, ma lo è anche l’Onu, che dovrebbe garantirgli assistenza.

Lasciamo il Sudafrica e il calcio per tornare in Italia. Joy, la giovane di origine nigeriana di cui abbiamo raccontato la storia in una scorsa puntata di Passpartù, è finalmente uscita dal Cie di Modena. Dopo quasi un anno di reclusione tra carcere e Centri di identificazione ed espulsione, Joy, condannata per la rivolta al Cie milanese di via Corelli, è stata finalmente rilasciata l’11 giugno scorso, in virtù dell’articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione, che tutela le persone vittime di tratta. Per i comitati che da fuori hanno sostenuto la sua lotta non si può ancora dire che è libera, visto che vive in una casa protetta, priva di cellulare, e che il permesso di soggiorno che ha ricevuto è valido per 6 mesi rinnovabili. Joy deve la sua uscita soprattutto alla lotta che ha portato avanti, sostenuta da più persone e movimenti. Nel corso dei mesi la sua vicenda è diventata il simbolo dell’universo opaco di questi assurdi luoghi di reclusione. Pochi giorni dopo l’uscita di Joy, altre due donne processate per la rivolta di Via Corelli, Debby e Priscilla, sono state invece espulse in Nigeria su un  Frontex il 17 giugno scorso. Frontex, l’agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne, è stata creata nel 2004 e da qualche tempo organizza voli di espulsioni collettive. Come spesso accade, il volo con il quale sono state portate via dall’Italia Debby e Priscilla ha fatto scalo in più città italiane ed europee, dove sono state fatte salire a bordo altre persone per espellerle.

Chiudiamo quest’ultimo speciale di Passpartù invitandovi a partecipare a A-l’Altro, il festival di cinema che si terrà a Lampedusa dal 19 al 25 luglio 2010. Grazie ai respingimenti verso la Libia voluti dal nostro governo da più di un anno ormai quasi nessun migrante mette piede sull’isola siciliana. Un gruppo di abitanti ha deciso di non voltare pagina e ha messo su questo festival.

Passpartù per quest’anno finisce qui ma torna dopo l’estate.

Ospiti della puntata : Carlo Balestri, Nicoletta e Giacomo Sferlazzo.

Tutta la redazione di Passpartù vi saluta e vi augura una buona estate!

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