Amisnet : Informazione Sociale Quotidiana

Tribunale di popoli: oggi la sentenza.

A cura di AMISnet • 17 maggio 2010

A cura di Elise Melot e Ciro Colonna

Questa mattina, lunedi 17 maggio, il Tribunale Permanente dei Popoli, riunito a Madrid, per la terza volta all’interno di Enlazando Alternativas, ha pronunciato il suo verdetto, riassunto in un documento di ben 60 pagine, documento che dovrebbe essere pubblicato on-line entro la giornata di oggi.
In una cornice di ragionamento che mette in discussione l’operato dell’Unione Europea nel dare sostegno alle proprie aziende
anche in aperta violazione di diritti fondamentali, il tribunale ha giudicato 28 casi di aziende europee. A presentarli erano membri della società civile e rappresentanti delle comunità in lotta, giunti a Madrid per raccontare la propria esperienza, spesso drammatica e chiedere al Tribunale dei Popoli la giustizia che non hanno fino ad oggi ottenuto tramite i canali istituzionali.

Due erano le aziende italiane chiamate dal tribunale alla sbarra: l’Enel per il suo progetto di costruzione di 5 dighe sui fiumi Baker e Pascua, nella Patagonia cilena; e l’Impregilo, azienda vincitrice dell’appalto per la costruzione di una diga in Colombia.

Già nelle premesse dei lavori di questa sessione del tribunale c’era una dura sentenza di condanna delle pratiche con cui l’Unione Europea, attraverso accordi bilaterali, politiche di sostegno alle privatizzazione, ma anche attività di cooperazione, promuove e veicola le attività economiche delle sue aziende nel continente latino-americano.
E’ stato posto l’accento in maniera particolarmente decisa sul fatto che l’Unione Europea utilizzi spesso come modalità di penetrazione dei mercati, la cooperazione e i progetti di aiuto allo sviluppo, mascherando le proprie reali finalità e proponendosi come sostenitrice di un capitalismo dal volto umano che ogni giorno dimostra con maggior chiarezza la propria vera natura.

Al di là dei singoli casi trattati, quella del tribunale è stata quindi una condanna a 360 gradi, che mette al bando pratiche del capitalismo mondiale che si vorrebbero superate e memoria di un lontano passato. Naturalmente le sentenze sono state tutte favorevoli a chi ha presentato i casi e fortemente contrarie alle aziende messe a giudizio. Come era prevedibile nessuna delle ditte chiamate in causa, a cui era stato comunicato il fatto che il tribunale le avrebbe sottoposte a giudizio, ha avuto l’ardire di presentarsi per sostenere le proprie ragioni, il chè, se da un lato testimonia della cattiva coscienza delle ditte stesse, pone però un problema di legittimazione del tribunale: l’assenza di un contraddittorio rischia di dare al tutto un carattere di autoreferenzialità che non merita.

Rimane comunque indubbio il valore morale delle valutazioni fatte dal tribunale. Resta da capire se riuscirà a trovare il
modo, la forza e la capacità di far sentire la propria voce e di rendere effettivamente operative le proprie sentenze.

Comments are closed.