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Enlazando Alternativas 4: laboratorio di diritti umani.

A cura di Ciro Colonna • 15 maggio 2010

Questa mattina ha preso il via l’intensa attività laboratoriale di Enlazando Alternativas 4. Come spesso accade in occasioni simili, non sempre il moltiplicarsi delle iniziative è sinonimo di garanzia di qualità e interesse delle stesse e la capacità i orientarsi è demandata alle possibilità e ai “gusti” di ciascuno. È in ogni caso possibile tracciare un filo conduttore tra le tante iniziative proposte che, con differenti prospettive e maggiore o minore pertinenza hanno popolato il primo dei due giorni di attività laboratoriali previsti. Tutti hanno infatti tentato di sviluppare il tema delle responsabilità dell’Unione Europea in materia di violazioni di diritti fondamentali in America Latina e delle strette  connessioni tra le politiche perseguite dall’unione e gli interessi delle multinazionali che operano nell’area.

Scendendo nel dettaglio, il titolo del laboratorio che abbiamo scelto di approfondire, già di per sé piuttosto esplicativo, è “Diritti umani, modello di sviluppo e relazioni con l’unione europea”. Vi hanno preso parte, in qualità di relatori il Coordinamento Colombia Stati uniti, il gruppo Sur, la Piattaforma per la pace e i diritti umani in Colombia e la Piattaforma colombiana per i diritti umani, la democrazia e lo sviluppo.

L’Unione europea intrattiene relazioni regolari con i paesi andini (Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela) dal 1969, data della costituzione del Gruppo andino, divenuto nel 1996 Comunità andina. L’Unione Europea ha concluso con questi paesi un primo accordo di cooperazione nel 1983, ed in seguito nel 1993 un accordo del tipo di “terza generazione”, il quale prevede la cooperazione economica e commerciale, e, questo uno dei punti più dibattuti nel corso della mattinata, la cooperazione allo sviluppo.

Il tentativo oggi in atto è di trasformare questo accordo, tutt’ora vigente in un più ampio trattato di libero commercio nell’area, che darebbe alle aziende europee maggiore privilegi e capacità di “penetrazione”. Benché Venezuela, Bolivia ed Ecuador si sono, almeno per il momento sottratti alla firma di questo nuovo accordo, l’Unione Europea continua a perseguire i propri obiettivi con la stipula di accordi separati e nel corso del vertice di Madrid ha tra gli obiettivi quello di ratificare un accordo commerciale con la Colombia e il Perù.

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