Passpartù 27: Marciapiedi e sbarre
A cura di Marzia Coronati • 9 aprile 2010Joy, giovane donna nigeriana, da dieci mesi vive tra centri di identificazione ed espulsione e carceri del nostro paese. Vittima di tratta in Nigeria e di un tentativo di stupro nel Cie di Milano, la sua storia sta diventando un simbolo per molte donne che vivono nei nostri Cie. Joy ha avviato un percorso per usufruire della protezione prevista dall’ articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione. Come lei, ogni anno centinaia di donne vittime di tratta e prostitute costrette a battere i marciapiedi d’Italia cercano di uscire dallo sfruttamento. Noi vi racconteremo le loro storie.
Joy si trova nel centro di identificazione ed espulsione di Modena. Giovane nigeriana, è scappata dal suo paese in quanto vittima di tratta. Arrivata in Italia senza permesso di soggiorno, a Milano viene condotta nel Cie di via Corelli. Proprio nei giorni in cui si trova lì, il centro diventa teatro di una rivolta. Era l’agosto del 2009. Joy, assieme ad altri reclusi, è indagata per quei fatti e condannata a sei mesi di carcere; contemporaneamente la giovane denuncia un tentativo di stupro da parte di un ispettore della polizia, Vittorio Addesso, avvenuto all’interno della struttura di via Corelli. Joy, vittima di tratta nel suo paese e di stupro nel nostro, ancora oggi non trova pace. Dal carcere è stata di nuovo tradotta nel Cie di Milano, poi in quello di Modena, e poi ancora a Ponte Galeria, a Roma. Questo spostamento aveva indotto a pensare che la ragazza sarebbe stata rimpatriata, la deportazione però non è avvenuta, come ci spiega Nicoletta, del comitato Noinonsiamocomplici, un collettivo che dall’inizio seguito la vicenda. Dopo quindici giorni, il 31 marzo, Joy viene trasferita di nuovo a Modena, e ad oggi il destino di Joy è ancora sconosciuto. Il 12 aprile il giudice di pace dovrà decidere se trattenerla ancora due mesi nel Cie o scarcerarla. Joy ha fatto richiesta per usufruire dell’articolo 18, contenuto nel nostro Testo unico sull’immigrazione, una legge che tutela le donne vittime di tratta, garantedogli un percorso di integrazione nel nostro paese.
La cooperativa “Be free” ha uno sportello di consulenza e tutela all’interno della struttura di Ponte Galeria, nato proprio per facilitare alle donne vittime di tratta recluse nel Cie l’accesso al percorso previsto dall’articolo 18, che prevede la possibilità del rilascio del permesso di soggiorno ma anche l’accoglienza in centri appositi per le donne vittime di tratta e l’inserimento nella società. La cooperativa, nell’estate del 2009, ha prodotto un dossier, realizzato grazie al una serie di interviste raccolte nel Cie di POnte Galeria. Più di sessanta donne nigeriane vittime di tratta nei loro paesi d’origine hanno raccontato le loro storie, dalla vita in Nigeria al viaggio in Europa. Le donne hanno raccontato il loro percorso di migrazione: un viaggio a tappe, dal Niger, alla Libia per poi finire in Italia. Il traffico di donne ha quindi una dimensione transnazionale, l’obiettivo è portare fino al nostro paese le ragazze e condurle dalle “maman”, sfruttatrici che hanno comprato le ragazze già prima della loro partenza dalla Nigeria o hanno preso accordi con i trafficanti in Libia.
E’difficile avere dati certi sul fenomeno della tratta ai fini della prostituzione, ma secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni circa 1.000.000 di esseri umani sono trafficati ogni anno nel mondo e 500.000 in Europa. In Italia, si stima una presenza di prostitute straniere che oscilla tra le 19.000 e le 26.000. Sono soprattutto ragazze nigeriane, seguita immediatamente dalle albanesi e poi ragazze provenienti da Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ucraina, Moldavia. Sono vittime incastrate nelle trame della rete dei trafficanti sin dai loro paeasi di origine. Tra gli obiettivi dell’articolo 18 c’è proprio quello di tirare fuori queste donne dello sfruttamento e dalla rete dei trafficanti.
Oggi Joy, nigeriana e vittima di tratta, che ha fatto domanda per avvalersi dell’articolo 18, sta diventando il simbolo di tutte queste donne, vulnerabili e precarie, la cui esistenza è messa a rischio ogni giorno e il cui destino dipende da una decisione della questura o da una scelta dello sfruttatore di turno. Proprio per sensibilzzare su questo tema, in questi giorni in tutta Italia si stanno svolgendo iniziative in soldarietà con Joy, Bari, Modena, Bologna, Palermo sono solo alcune delle città che ospiteranno presidi e dibattiti sul tema dei Cie, della deportazione, delle tratte per prostituzione. Per saperne di più vi invitiamo a visitare il blog di Noinonsiamocomplici.
Ospiti della puntata: Francesca De Masi, Nicoletta, Lisa Benincasa
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati



