Cie italiani: La protesta della pappa al pomodoro
A cura di Marzia Coronati • 8 aprile 2010Continua l’odissea di Joy, la giovane condannata per la rivolta di Via Corelli nell’ agosto del 2009. Trasferita da un Centro di Identificazione ed Espulsione all’altro senza nessun preavviso o spiegazione, la ragazza è da dieci mesi che si ciba di riso o pasta al pomodoro. Ma adesso Joy è stufa.
Nella puntata di Passpartù del 9 aprile, dedicata al tema della tratta a scopo di prostituzione, vi aggiorneremo sulle vicende di Joy, che, nel suo paese, la Nigeria, è stata vittima di tratta.
Da Via Corelli al carcere femminile di Milano, dal carcere a via Corelli un’altra volta, poi Como, Ponte Galeria, e infine Modena. La storia di Joy, da dieci mesi rinchiusa tra quattro mura, passata dal Cie al carcere e poi di nuovo al Cie, sta diventando un simbolo. Il percorso di questa donna evidenzia il meccanismo perverso che sta dietro ai Cie italiani.
Non solo Joy non ha commesso nessun reato, ma ha anche denunciato un tentativo di stupro da parte di una guardia all’intertno del Cie di Via Corelli.La ragazza è arrivata in Italia scappando dalla schiavitù a cui era dottoposta nel suo paese di origine, la Nigeria, dove era vittima di tratta, e proprio per questo ha richiesto di accedere a un progetto di protezione sociale, come previsto dall’articolo 18 del nostro Testo unico sull’immigrazione. Grazie al pacchetto sicurezza invece, che prevede un allungamento dei tempi di attesa nei Cie, oggi a Joy si prospetta una proroga di altri due mesi di reclusione.
Nicoletta, del collettivo Noinonsiamocomplici, è stata ricevuta a colloquio da Joy il 7 aprile. “Sta abbastenza, bene, anche se è molto nervosa”. Da mesi Joy mangia sempre o pasta al pomodoro o riso al pomodoro, ma adesso non ne può più. Da lunedì scorso ha cominciato a mandare indietro il cibo e ha detto che continuerà fino a morire di fame, se sarà necessario.
In tutta Italia si stanno promuovendo iniziative in solidarietà con Joy. Per informazioni visita il blog del collettivo Noinonsiamocomplici.



