Ponte Galeria: processo ai reclusi in rivolta

Non sono stati convalidati gli arresti dei diciotto rivoltosi del Centro di Identificazione ed Espusione di Ponte Galeria, a Roma. I ribelli, a seguito delle proteste avvenute nella struttura tra il 29 e il 30 marzo, erano stati accusati di lesioni e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, incendio doloso e tentata evasione.

Arrestati in flagranza di reato, i diciotto sono stati processati per direttissima il 31 marzo. Nel corso dell’udienza gli avvocati difensori hanno dimostrato che, essendo trascorse molte ore tra la conclusione della rivolta e il momento dell’arresto, non si poteva trattare di “flagranza di reato”. Per questo il giudice non ha convalidato gli arresti.

Quindici imputati sono stati ricondotti nel Cie, mentre gli altri tre, avendo già precedenti penali e ritenuti quindi dal giudice capaci di compiere altri reati simili, sono stati trasferiti nel carcere romano di Regina Coeli. Per tutti gli indagati, il processo continuerà col rito ordinario, quindi si procederà con le indagini e poi con le prossime udienze, ancora da
fissare.

Durante l’udienza, fuopri dal Tribunale di Roma un gruppo di antirazzisti manifestava la propria solidarietà esponendo uno striscione con su scritto «La libertà non si processa. Chiudere tutti i Cie!».

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