Ponte Galeria: rivolte nel cuore della notte. Il centro è senza acqua e senza luce

Materassi bruciati, porte di ferro divelte e due grossi fuochi che si alzano. La rivolta, iniziata nella notte tra il 29 e il 30 marzo all’interno delle mura del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, è solo l’ultima di una serie di proteste iniziate all’inizio del mese.

Anna Pizzo, consigliera regionale, ha provato ad entrare nel centro la mattina del 30 marzo, ma gli è stato vietato l’accesso. Pizzo è riuscita  a parlare con il direttore, che ha  detto che ora, a seguito delle sabotazioni portate avanti dai protestanti, i reclusi si trovano senza luce e senza acqua. Il direttore ha negato che la protesta sia stata repressa con la forza, ma in alcune corrispondenze telefoniche registrate nel corso della notte da Radio Onda Rossa si sentono spari, e i reclusi hanno raccontato che il centro era pieno di polizia in tenuta antisommossa.

L’ultimo aggiornamento risale alle tre di notte, quando le fiamme erano ancora accese e alcuni reclusi ancora sui tetti. Da allora i telefonini di chi è dentro sono risultati irraggiungibili.

Marzo è stato un mese molto caldo per i Cie di tutta Italia. Uno sciopero della fame, iniziato a Milano nel centro di via Corelli, si è poi diffuso a macchia d’olio in diverse strutture del paese. A Ponte Galeria un recluso è ancora in sciopero, non mangia da venti giorni, “sembra un fantasma”, hanno commentato i suoi compagni.

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