La storia di Joy: a violenza si aggiunge violenza
A cura di Marzia Coronati • 18 marzo 2010Rinchiusa nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli a Milano, e’ stata vittima di uno stupro da parte di un ispettore capo della polizia. Oggi alla storia di Joy si sta per aggiungere un nuovo, inquietante capitolo: la deportazione in Nigeria.
Nella puntata di Passpartu’ del 19 marzo, dedicata all’ “accoglienza” riservata ai migranti che giungono a Milano e vi aggiorneremo su questa vicenda.
Joy ? una giovane donna di origine nigeriana. La sua epopea nei centri detentivi italiani inzia a via Corelli, nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Milano. Nell’agosto del 2009 il Cie ? teatro di una rivolta che termina con l’arresto di quattordici reclusi. Joy ? una di loro. Durante il processo, Joy denuncia di avere subito un tentativo di stupro da parte dell’ispettore capo della polizia Vittorio Addesso.? La sua denuncia? per ora non ha ricevuto nessuna risposta.? Joy, uscita dal carcere il 12 febbraio, ? stata trasferita nel Cie di Modena e poi, il 16 marzo, in quello di Ponte Galeria, a Roma.
Dopo essere stata trasferita a Ponte Galeria, Joy ha ricevuto la visita del console nigeriano. “Questo ? il preludio alla deportazione” dichiara il comitato Noinonsiamocomplici,? che ha seguito la vicenda di Joy sin dall’inizio.
Joy ? scappata dal suo paese, come racconta ai microfoni di Radiocane, perch? vittima di tratta. Tornare, per lei, significherebbe sottoporsi alla vendetta degli sfruttatori a cui si ? ribellata.



