Passpartù 23: la letteratura che verrà
A cura di Marzia Coronati • 12 Marzo 2010Sarah Zuhra Lukanic, Cluadiléia Lemes Dias, Sonya Orfalian. Sono loro le protagoniste di questa puntata di Passpartù. Tre donne che in comune hanno la capacità di scrivere bellissime storie in lingua italiana nonostante non siano nate qui. Non amano essere bollate come “scrittrici migranti”, ma si contraddistinguono per una letteratura contaminata di culture e stili differenti. In questa periodo difficile per i migranti che tentano percorsi di scolarizzazione nel nostro paese, noi diamo voce a tre migranti da cui noi italiani abbiamo molto da imparare. In chiusura, i cinque minuti di musica scelti per voi da Ritmi.
Dopo l’annosa questione dei tetti – la quota massima di bambini stranieri stabilita nelle nostre scuole – sulle cronache di questi giorni è emersa un’altra vicenda che mina seriamente la possibilità dei giovani migranti che vivono nel nostro paese di frequentare la scuola. Si tratta di una sentenza della Cassazione, che non ha autorizzato a un signore albanese senza documenti di rimanere nel nostro paese, nonostante i figli stiano frequentando la scuola in Italia. L’uomo aveva chiesto l’autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del “sano sviluppo psicofisico” dei figli, ma la richiesta è stata respinta. “Non si può giustificare chi utilizza i bambini e li strumentalizza per sanare situazioni di illegalità” ha affermato il Ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.
Durante la giornata del primo marzo, a Roma, a piazza Montecitorio, si sono tenute le “lezioni di clandestinità”. P er una mattina a fare lezione agli italiani c’erano migranti e seconde generazioni, dai braccianti di Rosarno a chi in Italia è cresciuto ma, per cavilli burocratici, non ha ancora un pezzo di carta che gli confermi la cittadinanza italiana.
Tra le insegnanti, c’era anche Igiaba Scego, scrittrice italo-somala di fama internazionale. “Si fa difficoltà a pensare a un migrante come a una persona affermata, il migrante è clandestino, delinquente, prostituta; non è mai ingegnere, medico, dottore” ci ha detto. Eppure, di persone emigrate in Italia che sono riuscite a fare strada ce ne sono molte.
Sarah Zuhra Lukanic collabora per Internazionale, scrive racconti e romanzi, ha lavorato e lavora in teatro.Nata da una famiglia con una lunga storia di migrazioni e spostamenti, è nata in Croazia da genitori italo-croati. L’autrice definisce il suo percorso un percorso “on the road”; la sua vita movimentata l’ha spinta ad essere curiosa, conoscere persone, vivere una vita “randagia”, che oggi l’ha condotta dove è arrivata.
Zuhra Lukanic ha vinto, a pari merito con Claudiléia Lemes Dias, il premio Lingua Madre 2009. A Roma, presso la Casa della Memoria, nel corso della presentazione della nuova edizione del concorso, sono stati letti frammenti estratti dai racconti sia di Sarah che di Claudiléia. Claudiléia Lemes Dias scrive in chiave tragicomica, perchè, come lei stessa racconta, non sa scrivere altrimenti. “Sono in continua ricerca di ironia, anche nella tragedia”. Il racconto con cui ha vinto il concorso, ad esempio, è la storia dello sbarco di un gruppo di migranti su una spiaggia italiana per nudisti. “Ho voluto raccontare, attraverso una situazione ridicola, la cruda verità del paese di accoglienza, nudo di fronte a chi chiede ospitalità”, ha spiegato l’autrice nel corso della conferenza stampa di presentazione del concorso Lingua Madre. Oggi Claudiléia Lemes Dias lavora alla Mangrovie Edizioni, una casa editrice che si occupa di letteratura delle migrazioni, ed è sempre in cerca di nuovi talenti stranieri che scrivono in italiano.
Si intitola “La cucina di Armenia”. Il testo, edito dal Ponte alle grazie, è un libro di cucina, ma non solo. Attraverso la descrizione di ricette e trucchi in cucina, l’autrice Sonya Orfalian racconta la storia della diaspora Armena. Di origine armena, la scrittrice è cresciuta in Libia per poi trasferirsi in Italia. Il percorso della sua famiglia è descritto attraverso il racconto della ricerca degli ingredienti necessari per continuare a mantenere in vita le tradizioni culinarie armene e sempre in questo parallelismo tra cultura in cucina e storia dei popoli, nel libro si afferma che la cucina italiana è la smentita quotidiana della xenofobia.
“Alla soglia della cucina” scrive Orfalian “le guerre si fermano”.
Ospiti della puntata: Sarah Zuhra Lukanic, Cluadiléia Lemes Dias, Sonya Orfalian
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati


