Roma, pecunia non olet

Nei giorni scorsi la stampa sportiva ha dato grande risalto alla presenza nella capitale della coppa del mondo di calcio in occasione del “FIFA World Cup Trophy Tour by Coca-Cola 2009/2010” sponsorizzata anche dal Campidoglio. Quasi metà della facciata di Palazzo Venezia, quello da cui durante il ventennio teneva i suoi discorsi Mussolini, era occupato da un cartellone con ben in vista il logo della Cocacola Company, il gigante delle bibite spesso sotto accusa per comportamenti antisindacali e sistematiche violazioni dei diritti dei lavoratori, oltre che per l’uso dissennato dell’ acqua.  La sponsorizzazione offerta dal comune sarebbe quindi in contrasto con il regolamento comunale sulle sponsorizzazioni che prevede anche una valutazione etica. Si tratta della delibera del Consiglio Comunale n. 214/2004, entrato in vigore nel 2005 con l’istituzione di un apposito comitato etico, che non è stato rinnovato dopo la vittoria di Alemanno e il cambio di amministrazione.

Il regolamento comunale sulle sponsorizzazione è una norma volta ad impedire che aziende o multinazionali che violino i diritti umani, producano danni ambientali o abbiano comportamenti “poco etici” possano avvalersi delle sponsorizzazioni ad eventi come il Festival del Cinema o altri grandi eventi che si tengono nella capitale per costruirsi un’immagine “ripulita”. Un provvedimento, pur con i suoi limiti e le sue complessità,  innovativo anche per le dimensioni del comune che lo ha adottato.  Le associazioni che avevano preso parte alla campagna che ha promosso l’approvazione di questo regolamento chiedono ora di firmare una lettera indirizzata al Campidoglio per chiedere la nomina di un nuovo comitato etico e che il regolamento venga implementato.

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