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Torino: l’antirazzismo e’ reato

A cura di Marzia Coronati • 4 marzo 2010

Il 23 febbraio 2010, a seguito di una maxi-operazione della Digos di Torino, sei persone appartenenti ai movimenti antirazzisti torinesi sono state tratte in arresto. Le molte accuse sono racchiuse dentro la cornice del reato associativo: associazione a delinquere semplice che secondo la procura e’ stata creata dagli imputati per istigare le rivolte all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie). Nella prossima puntata di Passpartu’ parleremo di qeusta vicenda, ma anche di molte altre storie che avvengono ogni giorno al’interno dei Cie italiani.

Attualmente tre persone si trovano in carcere, altre tre agli arresti domiciliari, un ragazzo ha il divieto di dimora nella provincia di Torino e circa settanta sono i nomi che compaiono nel processo. “Il numero di fatti contestati sopperisce alla qualit? dei fatti” spiega l’avvocato della difesa Claudio NOvaro “ci sono quindici reati di accensione di petardi, diciassette di molestia al disturbo delle persone per avere battuto con dei sassi sui lampioni. I reati sono tanti ma di infima qualit?. I fatti di rilievo pi? alto sono quattro o cinque ma anche in questo caso molto modesti”.

Il 9 marzo ci sar? l’udienza davanti al Tribunale del riesame e li si discuter? il mantenimento della misura o la revoca.
In una lettera di solidariet? agli arrestati, firmata “Antirazzisti senza patria”, si legge: “NOn sar? certo un miserabile Pubblico Ministero e la sua cricca a fermare la solidariet?, l’antirazzismo e la voglia di dare battaglia… La migliore solidariet? con gli arrestati ? senz’altro quella di proseguire, con ancora pi? forza, le battaglie intraprese insieme”.

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