Via Corelli in sciopero: “vogliamo essere liberi come gabbiani”

Dalla mattina del 3 marzo il Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli, a Milano, è in sciopero della fame. Dopo un’assemblea i detenuti hanno deciso unanimamente di non mangiare più, anche in solidarietà con i sei giovani arrestati a Torino con la denuncia di avere fomentato le rivolte nei Cie.

“Sono tanti i motivi per cui scioperiamo” ci ha raccontato Mamadou, detenuto a via Corelli, “i tempi di detenzione sono troppo lunghi. Viviamo come topi, la roba da mangiare fa schifo. Ci trattano come detenuti, ma in realtà siamo solo vittime della Bossi-Fini”. “L’Italia ci ha tradito, noi vogliamo essere liberi come gabbiani”.

Agli scioperanti di via Corelli si stanno aggiungendo altri detenuti, da Gradisca a Ponte Galeria. “Manifestiamo anche in solidarietà con i ragazzi arrestati a Torino” conclude Mamadou, ricordando i sei giovani del collettivo Macerie e di Radio Black out, che a febbraio sono stati arrestati con l’accusa di associazione a delinquere e di fomento di rivolte nei Cie.

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