Primo marzo: Allo sciopero giallo non parteciperà la comunità cinese
A cura di Marzia Coronati • 25 febbraio 2010Sono contro il razzismo ma non scenderanno in piazza. I migranti cinesi che vivono nel nostro paese non sciopereranno astenendosi dal lavoro, anche se qualcuno, in quel giorno, aderirà con un’astensione dai consumi. Nella puntata di Passpartù del 26 febbraio, un giro di vite tra gli aderenti e non all’iniziativa prevista per il primo marzo.
Mancano pochi giorni al grande sciopero dei migranti previsto per lunedì primo marzo, che ha scelto come colore di riferimento il giallo. Molti sono i comitati territoriali che si sono creati in tutta Italia, e decine le manifestazioni, iniziative e cortei che si svolgeranno in quel giorno. Ma la grande assente della giornata sarà la comunità cinese. “Credo che la comunità cinese sia daccordo nel fatto che venga fatta una manifestazione contro il razzismo, ma i commercianti della nostra comunità non potranno smettere di lavorare quel giorno” dichiara Sara Fang, direttrice del Tempo Europa Cina, “penso però che molti parteciperanno con uno sciopero dei consumi”.
Associna, una delle più grandi associazioni della comunità cinese italiana, non ha una posizione ufficiale sullo sciopero del porimo marzo, ma uno dei suoi rappresentanti, Marco Wong, ci da la sua visione personale: “lo sciopero nella specificità della comunità cinese non ha molto senso perchè all’interno delle aziende la maggior parte dei cinesi sono imprenditori o lavorano per aziende di imprenditori cinesi, quindi fare uno sciopero di questo genere vorrebbe dire colpire loro stessi”.



