Spegni la censura, accendi blackout!

Manca un mese alla scadenza del contratto d’affitto della sede di radio Black Out. La storica voce libera e indipendente di Torino sarebbe cosi’ costretta a chiudere i battenti. Due mesi prima del termine burocratico fissato dall’amministrazione comunale per il rilascio dello stabile di via Cecchi, attuale sede dell’emittente, e’ partita la campagna a sostegno delle libere frequenze “Spegni la censura, accendi Blackout”.

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“Radio Blackout non accetta nessun bavaglio, non si fa schiacciare in un angolo ed esce allo scoperto” scrive la radio in un comunicato. Il 23 febbraio, nel pieno della campagna,? la radio ? stata oggetto di una operazione di polizia.
“Con la scusa di un?operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l?Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l?orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per pi? di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per pi? di un?ora ? stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attivit? della radio” raccontano gli attivisti della radio. “La nuova <<grande operazione>>, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti ?cautelari? in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari? ? costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori”.

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