Amisnet : Informazione Sociale Quotidiana

Romanina: la mannaia, il degrado e l’illegalità forzata

A cura di Marzia Coronati • 23 febbraio 2010

“La tragedia sfiorata poteva essere evitata” così Mussie Zerai, presidente dell’associazione Habeshia, commenta l’aggressione avvenuta in un palazzo alla periferia di Roma in cui da anni vivono centinaia di rifugiati politici.

Nella notte del 19 febbraio un ventinovenne di origine eritrea ha aggredito con una mannaia un suo connazinale. L’aggressione è avvenuta all’interno del palazzo della Romanina, una struttura nei pressi dell’università Tor Vergata di Roma dove da anni vivono centinaia di rifugiati politici. “Questa tragedia poteva essere evitata se fossero state accolte le segnalazioni fatte dai rifugiati stessi alle forze dell’ordine per ben cinque volte” ha dichiarato Zerai.

“Una notizia terribile” ha commentato a seguito dell’accaduto l’ assessore comunale alle Politiche Sociali, Sveva Belviso, “Il luogo dove è avvenuto questo terribile fatto non è un centro di accoglienza – ha specificato l’assessore- ma uno stabile occupato dove da anni vivono nell’illegalità e senza elementi minimi di sicurezza, persone uscite dalle strutture di accoglienza che, invece, avrebbero dovuto accompagnarle in un percorso di integrazione nel tessuto sociale cittadino”.

“L’assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso, parla di persone che vivono nell’illegalità, noi rispondiamo persone costrette a vivere nel degrado da un sistema di accoglienza inefficiente, totale abbandono dello stato che gli ha accolti sulla carta, ma nei fatti e assente” conclude il presidente dell’associazone Habeshia.

Comments are closed.