Afghanistan: la guerra ingiusta e la lettera di Peacereporter al Senato italiano

Il 23 febbraio si votera’ per il rifinanziamanto della missione italiana in Afghanistan. Sia la maggioranza di governo che l’opposizione continuano a sostenere l’intervento militare, che questa volta si prefigura addirittura piu’ costoso rispetto a quello dell’anno passato: 51 milioni contro i 45 del 2009.

Maso Notarianni, direttore di Peacereporter, ha inviato una lettera aperta a tutti i capigruppo del Senato, che pubblichiamo qui sotto.

Onorevoli Senatori,

E’ dal profondo del cuore che vi scrivo queste righe.? Vorrei che le leggeste mettendo per un momento da parte i formalismi della legge che vi apprestate a votare, del decreto che vi apprestate a convertire, e aprendo il vostro cuore a quell’umanit? che una carica istituzionale importante come la Vostra deve sempre rappresentare.

Sappiamo tutti che la missione militare italiana in Afghanistan ? sempre meno chiara: sempre pi? confondibili sono infatti Enduring Freedom e la missione Isaf. Lo stesso nostro ministro della Difesa ha testualmente dichiarato che “gli insorti si sottraggono al confronto e cercano di assorbire l’azione militare del contingente Isaf, che non incontra grandi resistenze se non sporadiche” e che “non c’? alcun italiano tra i soldati impegnati sul territorio, naturalmente qualcuno c’? nella linea di comando a Kabul.”? Chiarendo definitivamente che il contingente Isaf sta effettivamente svolgendo operazioni di guerra volte ad occupare un territorio straniero e che militari italiani sono comunque coinvolti in una operazione che nulla a che vedere con stabilizzazione o ricostruzione.

Ma quello che Vi chiedo, davvero con il cuore in mano,? ? di leggere le storie pubblicate dal mio giornale. Sono storie di guerra, sono le storie di Fazel, di Gulalay, di Al?, di Kuhudainazar, di Aktel, di Roja, di Said, le cui vite abbiamo contribuito a segnare per sempre.

Conosco bene l’Afghanistan e conosco bene questo conflitto e Vi dico: i finanziamenti che Vi apprestate a votare serviranno ad armare i nostri soldati. E i nostri soldati ? con questi “nemici” che dovranno combattere.

Milano, 22 febbraio 2010

Rispettosi Saluti

Maso Notarianni

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