Media nazionali e migranti: l’informazione statica

L’Italia e il suo assetto demografico sono cambiati molto negli utlimi venti anni, ma l’informazione non si e’ adeguata a questi cambiamenti ed e’ rimasta ancorata al pensiero dei primi anni ’90.

Nella prossima puntata di Passpartu’ apriremo un dibattito sul tema, cercando di capire come sono trattati i temi relativi al fenomeno migratorio italiano nei media, e andando a investigare nuove forme di fare informazione.

La ?Ricerca nazionale su immigrazione e asilo nei media italiani? condotta dall’Universit? La Sapienza di Roma nei primi sei mesi del 2008,? ha analizzato le edizioni serali dei sette Tg nazionali (Rai, Mediaset e La7) e un campione di sei quotidiani (Corriere della Sera, La Repubblica, l’Unit?, Il Giornale, Avvenire e il free press Metro). Obiettivo dello studio era capire che immagine danno i media italiani dei migranti.
“C’? un usare due pesi per due misure, c’? cio? una diversa trattazione dell’informazione tra le notizie in cui sono presenti gli italiani e quelle dove sono protagonisti gli stranieri” spiega Marco Binotto, coordinatore della ricerca. Una forma di fare giornalismo contraria al codice deontologico e alla cosiddetta Carta di Roma, il codice di autoregolazione approvato dalla Fedenrazione naszionale della stampa italiana, e che crea stigmatizzazione e razzismo.

Su 5.684 servizi di telegiornale andati in onda nel periodo di rilevazione, solo 26 affrontano l’immigrazione senza legarla a un fatto di cronaca o al tema della sicurezza. Per oltre i tre quarti delle volte (76,2%) gli immigrati sono presenti nei telegiornali come autori o vittime di reati, lo stesso trattamento non ? riservato agli italiani. Secondo il rapporto gli stranieri compaiono in giornali e tg come protagonisti di fatti criminali, pi? facilmente degli italiani: 59,7% contro il 46,3% nei tg, 42,9% contro 35,7% nella stampa.

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