Permesso di soggiorno a punti: un “gioco” a perdere
A cura di Marzia Coronati • 8 febbraio 2010“La politica italiana non trova di meglio che prenderci in giro e giocare con le nostre vite, ne è la prova questa nuova proposta di permesso di soggiorno a punti” così Moussie Zerai, presidente dell’associazione Habeshia, commenta la decisione del governo sulle decisioni del rilascio.
Si chiama «accordo di integrazione» ed è il patto che un immigrato regolare dovrà firmare in questura o in prefettura al suo arrivo in Italia per ottenere un permesso di soggiorno a punti. Lo straniero con la firma di questo accordo si impegna a conoscere la lingua italiana, a conoscere i valori fondamentali della Repubblica, a conoscere come funziona la vita civile nel nostro Paese.
“Il ministro Maroni copia male il sistema di altri paesi” continua Zerai ” l’Italia se vuole assomigliare a paesi come il Canada, invece di copiare solo una piccola parte del sistema, deve prima mettere in atto una serie di politiche sociali, di assistenza con strutture di accoglienza e di accompagnamento del migrante che si vuole integrare, fondi necessari per attuare tale progetto. Cose che in Italia non ci sono. La politica italiana si diverte a vederci soffrire!”



