Haiti: neanche le tende dopo oltre 3 settimane
A cura di AMISnet • 5 Febbraio 2010Dopo 22 giorni dal sisma Haiti è uscita dalle prime pagine dei giornali e l’opinione pubblica ha quasi smaltito l’ondata emotiva che aveva seguito la tragedia, eppure il nostro corrispondente sull’ isola ci fà sapere che la pur mastodontica macchina dei soccorsi è ancora lontana dal soddisfare anche le più elementari esigenze della popolazione. Nella capitale, Port Au Prince, il coordinamento delle Nazioni Unite non è ancora riuscito a mettere in piedi neanche un campo attrezzato e sono pochi i fortunati che sono riusciti ad avere un posto nel campo “Simon Bolivar” che la cooperazione venezuelana ha costruito alle porte della città oppure nel piccolo campo sorto alle spalle dell’ aeroporto. Secondo quanto ci riferisce il nostro Francesco Diasio la presenza dell’ ONU è ben visibile dalle dimensioni del compound in cui si trovano i suoi funzionati, dove si trovano prefabbricati climattizzati, ristoranti, aree di ristoro, una rete WI-FI ed uffici tra cui l’ OCHA, l’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari. Data l’assenza persino di tende, la popolazione si arrangia con bastoni e stracci per crearsi un riparo ed utilizza il carbone per cucinare, mentre dagli ospedali iniziano ad uscire i primi pazienti con il carico di colore dovuto alle mutilazioni che ne segnano i corpi.


