Berlusconi alla Knesset: “la vostra democrazia è in tutto uguale alla nostra”
A cura di Khaldoun • 3 febbraio 2010Il Presidente del Consiglio italiano ha parlato di fronte al parlamento israeliano, un onore riservato a pochi amici dello stato ebraico, per 20 minuti. Nel suo discorso, più volte interrotto dagli applausi, Berlusconi è tornato a sottolineare la profonda amicizia tra il suo governo e Tel Aviv annunciano anche la firma di ben 9 nuovi accordi commerciali. Il premier ha più volte affermato che quella israeliana è una “democrazia completa” al di sopra di ogni possibile discussione: “Il vostro paese è una vera democrazia… uno stato libero e democratico in tutto, in tutto, in tutto uguale alle democrazie europee” . Il premier ha definito la Knesset “la più straordinaria vicenda del ’900… voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e libertà del Medioriente. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell’ideale sionista… le orgini della nostra amicizia e della nostra fratellanza sono in una comunanza di civiltà e di destino, in un comune amore per la comprensione e la convivenza pacifica tra i popoli della terra… Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini, ed il suo diritto di esistere come stato ebraico sono per noi italiani una scelta etica ed un imperativo morale… la nostra cooperazione è motivo di vanto e di orgoglio per il mio governo ed è, credetemi, un fattore di orgoglio e di soddisfazione per l’opinione pubblica italiana.”Berlusconi ha poi dichiarato che “l’ Italia si onora di molte scelte di solidarietà con il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla conferenza Durban 2 di Ginevra (conferenza ONU contro il razzismo ndr) che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza… così come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone (risultante dell’ indagine ONU su possibili crimini di guerra durante l’ attacco alla Striscia di Gaza ndr) che intendeva criminalizzare Israele per la reazione giusta ai missili di Hamas lanciati da Gaza.”
Nelle parole del Presidente del Consiglio non poteva mancare l’auspicio di un ingresso di Israele nell’ UE e i consueti riferimenti alle origini ebraico-cristiane della cultura europea che sarebbero il fondamento della democrazia, quella democrazia che a detta di Berlusconi rendono Israele insopportabile ai fanatici di tutto il mondo. Berlusconi è anche tornato a lanciare messaggi minacciosi verso Teheran, definendo inaccettabile un possibile armamento atomico nelle mani della Repubblica Islamica e auspicando un intervento deciso della comunità internazionale: “la via da percorrere è quella dei controlli multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano. Quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci.”
Riguardo al conflitto con i palestinesi, relegato agli ultimi 5 minuti del discorso, il premier è tornato a sostenere la soluzione dei “due popoli, due stati”, riconoscendo quelli che ha definito come “gli sforzi del primo ministro Netanyahu” in tal senso, per poi parlare del “piano Marshal per la Palestina” che tanto somiglia alla “pace economica” che lo stesso Netanyahu propone. Mentre annunciava che chiederà al presidente dell’ ANP Mahmoud Abbas di tornare al tavolo della trattativa, dal nostro presidente del consiglio non viene nessuna pur lieve critica o pressione sul governo israeliano… anzi Berlusconi si è rivolto “al caro amico, il primo ministro Benjamin Netanyahu, per chidere di confermare con coraggio le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo”



