Berlusconi alla Knesset: “la vostra democrazia è in tutto uguale alla nostra”

Il Presidente del Consiglio italiano ha parlato di fronte al parlamento israeliano, un onore riservato a pochi amici dello stato ebraico, per 20 minuti. Nel suo discorso, più volte interrotto dagli applausi, Berlusconi è tornato a sottolineare la profonda amicizia tra il suo governo e Tel Aviv annunciano anche la firma di ben 9 nuovi accordi commerciali. Il premier ha più volte affermato che quella israeliana è una “democrazia completa” al di sopra di ogni possibile discussione: “Il vostro paese è una vera democrazia… uno stato libero e democratico in tutto, in tutto, in tutto uguale alle democrazie europee” . Il premier ha definito la Knesset “la più straordinaria vicenda del ‘900… voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e libertà del Medioriente. Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell’ideale sionista… le orgini della nostra amicizia e della nostra fratellanza sono in una comunanza di civiltà e di destino, in un comune amore per la comprensione e la convivenza pacifica tra i popoli della terra… Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini, ed il suo diritto di esistere come stato ebraico sono per noi italiani una scelta etica ed un imperativo morale… la nostra cooperazione è motivo di vanto e di orgoglio per il mio governo ed è, credetemi, un fattore di orgoglio e di soddisfazione per l’opinione pubblica italiana.”Berlusconi ha poi dichiarato che “l’ Italia si onora di molte scelte di solidarietà con il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla conferenza Durban 2 di Ginevra (conferenza ONU contro il razzismo ndr) che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza… così come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone (risultante dell’ indagine ONU su possibili crimini di guerra durante l’ attacco alla Striscia di Gaza ndr) che intendeva criminalizzare Israele per la reazione giusta ai missili di Hamas lanciati da Gaza.”

Nelle parole del Presidente del Consiglio non poteva mancare l’auspicio di un ingresso di Israele nell’ UE  e i consueti riferimenti alle origini ebraico-cristiane della cultura europea che sarebbero il fondamento della democrazia, quella democrazia che a detta di Berlusconi rendono Israele insopportabile ai fanatici di tutto il mondo.  Berlusconi è anche tornato a lanciare messaggi minacciosi verso Teheran, definendo inaccettabile un possibile armamento atomico nelle mani della Repubblica Islamica e auspicando un intervento deciso della comunità internazionale: “la via da percorrere è quella dei controlli multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano. Quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci.”

Riguardo al conflitto con i palestinesi, relegato agli ultimi 5 minuti del discorso, il premier è tornato a sostenere la soluzione dei “due popoli, due stati”, riconoscendo quelli che ha definito come “gli sforzi del primo ministro Netanyahu” in tal senso, per poi parlare del “piano Marshal per la Palestina” che tanto somiglia alla “pace economica” che lo stesso Netanyahu propone.  Mentre annunciava che chiederà al presidente dell’ ANP Mahmoud Abbas di tornare al tavolo della trattativa, dal nostro presidente del consiglio non viene nessuna pur lieve critica o pressione sul governo israeliano… anzi Berlusconi si è rivolto “al caro amico, il primo ministro Benjamin Netanyahu, per chidere di confermare con coraggio le sue proposte e le sue offerte per far ripartire il dialogo”

One Comment;

  1. Khaldoun said:

    Dato che Berlusconi ha voluto più volte sottolineare come, a suo dire, lui stesse parlando a nome dell’opinione pubblica italiana e di tutto il nostro popolo, penso che sia significativo segnalare questa lettera aperta firmata da molte organizzazioni della società civile italiana che invece dimostra l’esatto contrario:

    Signor Presidente,

    In occasione del Suo viaggio di tre giorni in Israele, insieme ad 8 Ministri, e degli incontri con il Governo e le Autorità israeliane.
    Lei ha giustamente messo in evidenza che la crescita degli insediamenti sono un serio ostacolo alla pace cosi come l’occupazione del Golan, proprio per questo desideriamo richiamare la Sua attenzione sui seguenti fatti:

    – Israele è uno Stato che occupa militarmente, illegalmente, territori
    palestinesi da oltre 40 anni (Risoluzone Onu 242), distruggendo la sua
    economia e negando i diritti e la libertà dei suoi abitanti, violando quindi la Quarta Convenzione di Ginevra sui doveri di una potenza occupante

    – L’estensione delle colonie, altrettanto illegali, è continua e il numero
    dei coloni ha superato i 400.000. Alcuni paesi europei tra cui l’Inghilterra
    hanno cominciato ad effettuare controlli stringenti sulle merci importate
    a marchio israeliano per accertare se provenienti da tali colonie illegali.
    L’accordo di associazione Israele-Unione Europea, considerando illegali le colonie non prevede che le merci di loro produzione possano usufruire della facilitazioni doganali e condiziona la sua applicazione al rispetto dei diritti umani ma tale clausola viene quotidianamente violata

    – Dal 2004 la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato l’illegalità del Muro di Separazione e affermato la necessità che tutti gli Stati membri si astengano dal dare sostegno a tale costruzione che si snoda in gran parte sul versante palestinese della linea verde, impedisce il libero movimento della popolazione palestinese e afferma una separazione tra palestinesi e israeliani che fa pensare ad un regime di apartheid

    – La striscia di Gaza, lasciata nel 2005 dai coloni, è sottoposta ad un rigido controllo militare del mare, della terra e dello spazio aereo, nonché sottoposta ad un assedio brutale che priva la sua popolazione di un milione e mezzo di persone non solo della libertà di entrare ed uscire (anche per curarsi) ma anche dei beni fondamentali alla sopravvivenza. La Convenzione di Ginevra, diritto umanitario internazionale, viene in tal modo calpestata, insieme ai i diritti umani di donne, uomini, bambini, anziani, malati.

    – Alla fine del 2008, l’esercito israeliano ha lanciato su Gaza un attacco militare che ha fatto oltre 1400 vittime, in buona parte civili, e distrutto infrastrutture, industria, agricoltura, facendo crollare occupazione e PIL
    dell’area, inquinando con agenti chimici degli armamenti suolo e acqua, secondo quanto testimoniato da Osservatori internazionali e agenzie delle Nazioni Unite.

    – Le Nazioni Unite, attraverso il rapporto di missione redatto dal giudice Goldstone, hanno testimoniato che l’Esercito israeliano in Gaza, con l’operazione Piombo Fuso, ha commesso crimini di guerra e la Gran Bretagna, in base alla giuridizione universale, ha ventilato la possibilità di
    incrimiazione dell’allora Ministro della difesa sig.ra Tzipi Livni, che ha annullato il suo viaggio in quel paese.

    In conseguenza di tali fatti e in occasione dei Suoi incontri Le chiediamo:

    – il non rinnovo dell’accordo di cooperazione militare con Israele, finché il suo Governo non corrisponda agli obblighi del diritto internazionale e della garanzia del rispetto dei diritti umani;

    – che venga rispettato l’accordo di Associazione Ue-Israele e non si permetta quindi il passaggio di merci provenienti dalle colonie con le facilitazione doganali, dando istruzione alle dogane affinché vigilino sulle etichette di provenienza e blocchino quelle che non sono conformi all’accordo.

    – che non venga stipulato nessun nuovo accordo commerciale con Israele senza una precisa e vincolante clausola che lo subordini al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Tale clausola deve prevedere criteri e modi di verifica dell’adempimento e sottoporre alla stessa condizione gli accordi già in essere.

    Siamo cittadine e cittadini italiane/i da anni impegnati/e a sostenere l’iniziativa nonviolenta della società civile palestinese e delle organizzazioni pacifiste e anticolonialiste israeliane per la fine
    dell’occupazione, della discriminazione, dell’ingiustizia, per costruire una convivenza pacifica tra i due popoli, la sicurezza per entrambi, una giusta
    pace duratura per il Medio Oriente, di cui quei due popoli sono attori sociali e politici fondamentali. Sappiamo che questo è di importanza vitale
    anche per il nostro paese e tutta l’Europa, per il mondo intero.

    Ci rifiutiamo di accettare che il nostro paese, le sue istituzioni, le sue
    cittadine e cittadini possano essere complici di quelle gravi violazioni
    del diritto internazionale e dei diritti umani. Ci auguriamo che le nostre
    richieste siano da Lei ascoltate e che anche l’Italia, come altri paesi europei hanno cominciato a fare, giochi un ruolo efficace nei confronti del Governo israeliano affinché corrisponda ai suoi obblighi verso la popolazione palestinese e verso tutta la comunità internazionale.

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