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Italia: no del governo al permesso di soggiorno temporaneo ai migranti sfruttati

A cura di Khaldoun • 2 febbraio 2010

Nononstante i recenti fatti di Rosarno Calabro, sottrarre i lavoratori migranti al ricatto degli sfruttatori e mettere le manette ai polsi dei caporali non ? una priorit? del nostro governo. Il 28 gennaio il Senato ha deciso lo stralcio dell’articolo 48 del disegno di legge comunitaria che avrebbe attribuito al governo per l’attuazione della Direttiva 2009/52/CE, relativa a sanzioni e provvedimenti nei confronti di chi impieghi alle proprie dipendenze stranieri irregolarmente soggiornanti.? Una direttiva che puntava all’emersione dal lavoro nero e dalla clandestinit? migliaia di migranti in condizioni di sfruttamento. Nonostante il parere favorevole in sede di commissione, il capogruppo del PDL al senato Gasparri ha cos? motivato il voto contrario della maggioranza:? “riteniamo opportuno non varare l’articolo 48, ma legiferare su tutta la materia in termini generali” .(…) Non ci sar? nessuna affrettata sanatoria per extracomunitari o lavoratori in nero”

Tuttavia nella Direttiva europea del 30 giugno 2009 non si introduce alcuna sanatoria, bens? sanzioni? nei confronti di datori di lavoro che sfruttino i migranti irregolari e si auspicava l’ intervento del governo per aprire la possibilita’? di un permessi di soggiorno temporanei a favore dei lavoratori extracomunitari che avessero denunciato alle autorita’ competenti la loro posizione irregolare. Se di sanatoria si vuol parlare, si pu? far riferimento ai datori di lavoro che, autodenunciandosi, avrebbero potuto mettere in regola la situazione dei propri dipendenti senza incorrere in sanzioni. Attualmente un lavoratore migrante in condizioni di clandestinit? non pu? rivolgersi alle autorit? competenti in caso di mancato pagamento da parte dei datori di lavoro, n? pu? chiedere alcun risarcimento in caso di infortunio: in entrambi i casi verrebbe espulso prima che il suo caso venisse preso in considerazione in forza del reato di clandestinit? introdotto con il “pacchetto sicurezza”. Se il governo avesse recepito la direttiva europea oggi i lavoratori potrebbero avere un permesso di soggiorno temporaneo che consenta loro perlomeno di veder riconosciuti i crediti acquisiti verso il datore di lavoro e gli enti previdenziali ed avrebbe contribuito a prevenire situazioni come quella esplosa a Rosarno Calabro, se i lavoratori avessero potuto denunciare la situazione.

Per ulteriori approfondimenti sul tema del lavoro nero dei migranti vi raccomandiamo l’ascolto della puntata odierna di Scirocco

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