Passpartù 17: Le frontiere del pallone
A cura di Marzia Coronati • 29 gennaio 2010Sono giorni cruciali per la Coppa d’Africa 2010, la finale è attesa con trepidazione da milioni di spettatori, che nel continente africano e non solo si accalcano davanti agli schermi per assistere all’incontro. A Roma quest’anno il Comune ha deciso di non finanziare l’istallazione del maxischermo che nelle edizioni passate trasmetteva il campionato dai giardini di piazza Vittorio, facendo sfumare quella che era ormai diventata un’occasione di incontro tra comunità italiana e africana. In questa puntata di Passpartù parleremo di questa vicenda insieme all’associazione che da quattro edizioni si occupa di organizzare la proiezione pubblica e grtatuita del torneo nella capitale, ma parleremo anche di quei migranti che il calcio non vogliono sono vederlo, ma anche giocarlo. In chiusura come sempre Ritmi, il nostri cinque minuti di musica. Buon ascolto!
La Coppa d’Africa quest’anno è stata trasmessa in diretta anche in Italia da Eurosport. Il fenomeno, che ogni due anni lascia per settimane milioni di spettatori incollati agli schermi, si sta spalmando in tutto il mondo, con la rapidità del diffondersi delle migrazioni e degli spostamenti delle persone. A Roma da sei anni l’associazione Tam Tam Village si occupa di promuovere la visione delle partite del torneo di calcio africano nelle piazze della capitale. Nelle edizioni passate il Comune stanziava circa settantamila euro per istallare un maxischermo e un tendone da cui era possibile vedere gli incontri gratuitamente, ma quest’anno, nonostante la Tam Tam Village avesse inoltrato la richiesta dodici mesi prima dell’inizio del campionato, il Campidoglio, proprio all’ultimo, ha detto no. “Non c’è statala volontà politica” racconta Justin Wandja “si sono messi davanti motivi di ordine pubblico, senza tenere in consideraizone che nelle precedenti quattro edizioni non solo non si son mai verificati episodi di violenza, disordini, scontri o risse, ma la manifestazione era anche diventata un momento importante di incontro tra la comunità africana e la comunità romana, che ogni anno accorreva sempre più numerosa per vedere le partite”. Alla richiesta di finanziamento trasmessa agli uffici del Comune un anno fa, il Campidoglio ha risposto solo poche settimane prima dell’evento, dopo un lungo perido di silenzio. La risposta non è piaciuta affatto alla Tam Tam Village. Il Comune infatti si dichiarava disposto a finanziare diecimila euro per una proiezone da fare all’interno di Villa Gordiani, un parco alla periferia est della capitale. “I soldi” ha spiegato Wandja “non sarebbero bastati neanche per costruire il tendone”. Una delusione insomma, dopo i numerosi risultati ottenuti dalla tifoseria africana in Italia, che grazie ai suoi sforzi è riuscita a far si che quest’anno Eurosport trasmettesse le partite in diretta.
Ad accogliere le istanze dei tifosi quest’anno ci ha pensato Action, il movimento di lotta per la casa che ha allestito uno dei suoi spazi per la trasmissione degli incontri. Così chi si trovava e si trova a Roma durante il campionato, è potuto e potrà andare a vedere le partite a via de Lollis, nel quartiere S.Lorenzo, in una delle storiche occupazioni di Action.
Guardare insieme un incontro può aiutare due comunità ad avvicinarsi, a conoscersi, a condividere stesse emozioni, e può anche aiutare a dimenticare per poche ore le difficoltà quotidiane, gli affanni, i problemi. Ma non solo può essere di conforto essere spettatori ma anche scendere in campo e giocare. O almeno così la pensano il gruppo di amici che ha ideato e fondato la squadra dilettantistica Liberi Nantes. Nata nel 2007 grazie alla volontà di alcuni ragazzi, la Liberi Nantes oggi garantisce la libertà di accesso allo sport ai rifugiati politici o richiedenti asilo che vivono nella capitale. Come è noto, non è facile, per chi è stato costretto a a lasciare la propria patria, ricostruirsi una vita normale in un altro paese. “Allenarsi, giocare, fare parte di una squadra sicuramente contribuisce a fali sentire un pò più a casa” ha detto il presidente della squadra Gianluca Di Girolami. Hanno iniziato senza nessun supporto, nè finanziario nè logistico. Oggi hanno ottenuto un riconoscimento formale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, e una serie di piccoli aiuti finanziari della Regione Lazio e della Provincia di Roma. I giocatori della Liberi Nantes si allenano due volte a settimana nel campi di via dell’acqua marcia, a Roma. Per il secondo anno consecutivo, Liberi Nantes si è iscritta al campionato di terza categoria della Lega Nazionale Dilettanti del Lazio.
“Il messaggio principale che deve passare” spiega Di Girolami “è che lo sport è un diritto di tutti”. Ed è per questo che oltre al calcio, a cui partecipano solo uomini, sta per prendere piede un progetto nuovi di Liberi Nantes: una squadra di touch rugby indirizzata principalmente alle ragazze dei centri di accoglienza di Roma.
Dal mondo del calcio migrante però provengono anche brutte notizie. La tratta sportiva, un fenomeno di cui si era tanto discusso negli anni ’90, purtroppo esiste ancora. E’ legata soprattutto a passaggi nell’est europeo, dove gruppi di giovani e giovanissimi provenienti soprattutto dall’America Latina e dall’Africa affrontano prove sul campo per dimostrare di essere all’altezza dei più alti livelli calcisitici europei e poi, se considerati all’altezza, spediti presso le più prestigiose società calcistiche del vecchio continente. Negli anni ’90, proprio con l’intento di frenare il fenomeno della tratta degli sportivi, la Federazione italiana gioco calcio (Figc) ha inserito nel suo regolamento una norma sia per i dilettanti che per i professionisti che oggi però rischia di discriminare i giocatori. “Secondo la norma” spiega Carlo Balestri, responsabile delle politiche internazionali dello Uisp, l’unione italiana sport per tutti “non possono esserci piu di tre gocatori non comunitari in campo per squadra. Se ne possono tesserare fino a cinque, ma solo tre possono giocare. I non comunitari inoltre, per tessarsi, devono essere residenti in Italia”.
Ospiti della puntata: Justine Wandja, Gianluca Di Girolami, Carlo Balestri
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati



