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Calcio: se non sei cittadino italiano non giochi

A cura di Marzia Coronati • 28 Gennaio 2010

Lo sport è un diritto per tutti? In Italia  non proprio. La Lega nazionale dilettanti della  Federazione italiana gioco calcio (Figc) ha inserito nel suo regolamento una norma che rischia di discriminare i giocatori non comunitari dilettanti. Nella puntata di Passpartù di domani, completamente dedicata allo sport nazionale, si parlerà anche di questo argomento.

Secondo la norma,che ricalca il regolamento per i professionisti, non possono esserci piu di tre gocatori non comunitari in campo per la squadra. Se ne possono tesserare fino a cinque, ma solo tre possono giocare.

I non comunitari inoltre, per tessarsi, devono essere residenti in Italia. “La regola investe anche le seconde generazioni, perchè chi è nato in Italia ma per la nostra legge non è considerato ancora cittadino italiano rientra nelle quote” dichiara Carlo Balestri, responsabile delle politiche internazionali dello Uisp, l’unione intaliana sport per tutti.

La norma della Figc era stata approvata negli anni ‘90 con l’intento di frenare il fenomeno della tratta degli sportivi. Un fenomeno che, purtroppo, esiste ancora, legato solitamente a passaggi nell’est europeo, dove giovani provenienti dall’Africa e dal Sud America vengono testati su campi da calcio su commissione di società europee. Uno su mille viene dirottato nei campionati maggiori, gli altri rimangono per strada.

 
icon for podpress  L'intervista a C.Balestri, Unione italiana sport per tutti [5:05m]: Play Now | Download

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